Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, si trova sotto osservazione nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Vigevano. La donna, 66 anni, è stata soccorsa nella sua abitazione durante la giornata di ieri (17 giugno) e trasferita d’urgenza al pronto soccorso, dove è stata sottoposta a una lavanda gastrica.
Secondo quanto appreso, le condizioni della donna non risulterebbero critiche, nonostante la necessità di un monitoraggio costante. Il legale della famiglia, l’avvocato Liborio Cataliotti, ha confermato l’accaduto spiegando di aver ricevuto la notizia mentre era impegnato in un altro procedimento. Il team difensivo ha espresso vicinanza al figlio Andrea, unico indagato nella nuova inchiesta relativa al delitto di Chiara Poggi, invitandolo a restare vicino alla madre in questo momento delicato.
La vicenda giudiziaria che coinvolge la famiglia Sempio ha già segnato profondamente la donna. In passato, aveva accusato altri malori in coincidenza con momenti critici dell’iter investigativo, tra cui quello dello scorso ottobre e un precedente episodio risalente all’aprile 2025. In quell’occasione, Ferrari era stata convocata presso il comando provinciale dei carabinieri di Milano per chiarire la propria posizione in merito alla vicenda dello scontrino del parcheggio, ritenuto dagli inquirenti un alibi costruito ad arte per scagionare il figlio.
L’inchiesta sul caso Garlasco continua a intrecciare diverse posizioni processuali. Mentre la difesa ribadisce l’estraneità della donna rispetto al procedimento, sottolineando il suo ruolo di testimone, restano aperte le indagini coordinate dalla procura di Brescia che vedono coinvolto il marito, Giuseppe Sempio, accusato di aver versato somme ingenti di denaro per tentare di influenzare l’esito della prima inchiesta sul figlio. Il contesto investigativo rimane complesso, con l’attenzione degli inquirenti rivolta anche ad alcuni ex appartenenti all’Arma dei carabinieri di Pavia, mentre resta il riserbo sulle dinamiche che hanno portato alla situazione di malessere vissuta da Daniela Ferrari, per la quale non si esclude l’assunzione volontaria di dosi eccessive di medicinali.



