FIRENZE – La battaglia per il libero accesso al mare supera i confini di Livorno e si estende all’intera costa toscana. Dopo i blitz negli stabilimenti balneari, la raccolta di migliaia di firme e la richiesta di rimuovere i tornelli, Matteo Hallissey porta adesso al centro del confronto le future gare per l’assegnazione delle concessioni demaniali.
Il presidente di +Europa e Radicali Italiani indica una linea precisa: gare realmente aperte, concorrenza effettiva, canoni proporzionati al valore economico delle concessioni, più spiagge libere e una selezione che premi la qualità dei progetti.
Una partita che riguarda tutto il litorale regionale, dalla Versilia alla costa pisana, da Livorno e dalla Costa degli Etruschi fino alla Maremma e alle isole dell’Arcipelago toscano. Territori profondamente differenti, ma accomunati dalla necessità di trovare un nuovo equilibrio tra attività economiche, tutela del paesaggio e libera fruizione del mare.
Le concessioni attualmente in vigore sono destinate a scadere il 30 settembre 2027. Soltanto in presenza di particolari ragioni oggettive potrebbe essere previsto un differimento fino al 31 marzo 2028. I Comuni costieri dovranno quindi predisporre per tempo le procedure necessarie a riassegnare gli spazi demaniali, assicurando imparzialità, pubblicità e trasparenza.
Per Hallissey non sarà sufficiente pubblicare formalmente i bandi. Sarà necessario verificare i requisiti richiesti, il peso attribuito ai diversi criteri, la composizione delle procedure di valutazione e le garanzie previste per tutelare l’interesse pubblico.
La posizione sostenuta dal presidente di +Europa e Radicali Italiani non punta a escludere automaticamente gli attuali concessionari. Anche i gestori uscenti potranno partecipare e ottenere nuovamente l’affidamento, ma dovranno confrontarsi con altri operatori e presentare progetti competitivi, capaci di offrire benefici concreti ai cittadini e ai territori.
Il modello richiamato è quello di Ostia, dove le gare hanno permesso l’ingresso di nuovi imprenditori e cooperative locali, mentre una parte consistente dei precedenti concessionari è riuscita a mantenere la gestione presentando nuovi programmi.
L’obiettivo non sarebbe quindi cancellare le imprese esistenti, molte delle quali rappresentano una parte importante dell’economia e della storia turistica toscana, ma superare l’idea che una concessione pubblica possa trasformarsi in un diritto permanente o ereditario. Chi ha amministrato uno stabilimento potrà ricandidarsi, valorizzando l’esperienza maturata, gli investimenti effettuati e il rapporto costruito con il territorio. Dovrà però dimostrare, attraverso una procedura aperta, di possedere il progetto migliore.
La qualità dell’offerta non dovrebbe essere misurata soltanto sul piano economico. Accessibilità, sostenibilità, sicurezza, tutela ambientale, qualità dei servizi, protezione del paesaggio e capacità di valorizzare il territorio dovranno diventare elementi centrali nella valutazione.
Un altro punto riguarda i canoni, che secondo Hallissey devono essere adeguati al valore effettivo delle concessioni e all’attività economica sviluppata sul demanio pubblico. Le future procedure dovranno garantire entrate congrue alle amministrazioni, evitando contemporaneamente di favorire soltanto i grandi gruppi a discapito delle imprese locali.
Le gare dovranno inoltre inserirsi all’interno di una pianificazione complessiva della costa. Per Hallissey non basta sostituire o confermare i gestori: occorre aumentare il numero delle spiagge libere e libere attrezzate, rendere chiaramente riconoscibili i varchi pubblici e assicurare un accesso gratuito, dignitoso e ben segnalato al mare.
In questo percorso sarà centrale anche il ruolo della Regione Toscana, chiamata a garantire un indirizzo omogeneo e a evitare che lungo la stessa costa vengano adottati criteri profondamente differenti da un Comune all’altro.
È su questi aspetti che si concentrerà la vigilanza annunciata in vista delle scadenze del 2027. L’attenzione riguarderà la pubblicazione dei bandi, i requisiti di partecipazione, l’attribuzione dei punteggi e la reale apertura delle procedure a una pluralità di concorrenti.
Il rischio da evitare è che le gare si trasformino in un semplice adempimento formale costruito per conservare sostanzialmente l’assetto attuale. Trasparenza significa rendere conoscibili in anticipo le regole, motivare le valutazioni e consentire ai cittadini di comprendere perché una concessione venga affidata a un determinato soggetto.
Il caso dei tornelli di Livorno ha acceso il dibattito, ma il passaggio decisivo riguarderà l’intera Toscana. Settembre 2027 appare ancora lontano, tuttavia la complessità delle procedure impone a Regione e Comuni di iniziare a lavorare sui bandi con largo anticipo.
Hallissey e i Radicali annunciano che seguiranno ogni passaggio. La partita non riguarderà soltanto chi gestirà gli stabilimenti, ma il modello di costa che la Toscana intende costruire per i prossimi anni: più aperto, accessibile, competitivo e rispettoso del carattere pubblico del mare.



