PISA – Antivigilia per il Pisa Sporting Club, che nella giornata di domenica scenderà in campo allo Stadio Romeo Menti contro il L.R. Vicenza.
I nerazzurri arrivano a questa sfida con 7 punti in cinque giornate di Serie B, reduci da tre settimane di sosta ricche di impegni: dai Media Day di Stefano Moreo e Tomas Esteves all’amichevole internazionale contro il Monaco nel centro sportivo della capolista della Ligue 1, passando per l’iniziativa di solidarietà della società nerazzurra, che ha donato materiale sportivo alla missione di Padre Szymanski in Ecuador.
Dalla sala stampa “Passaponti” della Cetilar Arena, il tecnico Paolo Bianco ha presentato i temi della gara. Lato Pisa non saranno della gara Caracciolo, Frosali e Petagna.
“Questa sosta è stata importante per noi. Nelle prime cinque partite abbiamo fatto una sorta di rodaggio, come si faceva una volta con le macchine. È stato fondamentale perché siamo riusciti a lavorare con forza sulle cose in cui eravamo un po’ carenti, avendo ora una conoscenza diversa della squadra rispetto a quest’estate.
Personalmente non amo le soste perché ti fanno perdere il ritmo e la continuità delle prestazioni, ma in questo caso ci voleva. Abbiamo disputato anche una buona amichevole contro il Monaco: è stata molto indicativa, la squadra ha risposto benissimo a ciò che le ho chiesto in queste tre settimane.
Come dico sempre, io rispetto le caratteristiche dei giocatori che alleno, a prescindere da quello che vorrei fare io. L’idea iniziale era quella di intraprendere un percorso tattico diverso da quello portato avanti dal Pisa negli ultimi anni, ma poi, conoscendo meglio i calciatori, capisci che per esaltarli è giusto andare incontro a ciò che sanno fare meglio. In questo momento credo sia la scelta più giusta. Poi, nell’arco della stagione e nell’evoluzione della squadra, mi piacerebbe provare ad arrivare anche a qualcosa di diverso.
I nazionali sono tutti convocati, compreso Vural che era rientrato in anticipo per un piccolissimo problema. Gli altri hanno trovato continuità di prestazione: è stato molto importante, soprattutto per chi nell’ultimo periodo aveva giocato meno, come Loyola, Rao o Bozhinov dopo quello che è successo a Castellammare. Aver messo minuti nelle gambe ci permette di riavere giocatori ben allenati.
Tutte le partite di Serie B sono complicate, dobbiamo essere bravi a capire chi andiamo ad affrontare. Il Vicenza viene da un’annata strepitosa. Conosco molto bene il loro allenatore, Fabio, con cui ho giocato a Treviso: so cosa trasmette alle sue squadre e lo ha dimostrato vincendo anche a Chiavari. Sarà una gara a cui prestare grande attenzione. Come dice Esteves, è impossibile comandare la partita per tutti i novanta minuti: bisogna saper stare nelle varie fasi del match. Quando c’è da soffrire, bisogna saperlo fare. È un’opportunità di crescita. A Mantova, dopo il gol subito, la squadra ha avuto un’ottima reazione e meritavamo il risultato pieno. Spero che queste prime cinque partite ci siano servite da lezione per capire cosa non dobbiamo fare.
Davanti abbiamo tante frecce nel nostro arco: ho la fortuna di poter cambiare le caratteristiche offensive in qualsiasi momento. Sono d’accordo con Moreo: siamo una squadra forte, ma essere forti non ti dà il diritto di non fare le cose che servono per vincere. Lo abbiamo dimostrato contro il Monaco: abbiamo perso, ma la squadra ha fatto le cose giuste, altrimenti contro avversari di quel livello fai brutte figure. Non possiamo permetterci cali in campionato. Moreo è un giocatore unico in questa categoria: ha tecnica, struttura, sa attaccare la porta sui cross, sa tirare da fuori e lega il gioco. Ti cambia l’aspetto tattico.
Angori può fare tutti i ruoli. Mi ricorda il Birindelli sinistro che avevo l’anno scorso a Monza: gli ho fatto fare il quinto, il terzino, il braccetto e a volte il centrocampista. I giocatori forti, intelligenti e con qualità possono fare tutto. A Montecarlo mancavano Caracciolo e Coppola, quindi ho provato questa soluzione in virtù delle assenze, ma lui ha le caratteristiche per farlo.
Se vieni da un’annata difficile, magari in cui hai fatto pochi punti e i giochi si sono chiusi presto, ti abitui mentalmente a mollare prima alla prima difficoltà, perché pensi che tanto non cambi nulla. Questo è lo switch mentale che dobbiamo fare: sto provando a far capire ai ragazzi che le difficoltà si possono attraversare e superare, ma bisogna farlo tutti insieme, senza mollare. C’è anche un fattore generazionale: i giovani di oggi tendono a mollare facilmente e a non uscire dalla loro zona di comfort, ma siamo anche noi a non aiutarli abbastanza. Le difficoltà vanno affrontate, non evitate.
Sono d’accordo con Fabregas: i moduli, come il 4-2-3-1, esistono solo prima che inizi la partita. Poi ci sono gli avversari, che ti costringono a correre e a occupare spazi diversi, specialmente contro squadre che giocano a uomo a tutto campo come quelle di Gasperini. Oggi gli spazi sono ovunque, non ci sono più i sistemi di gioco rigidi. Si può difendere a tre, a quattro o a cinque, tutto dipende dalla dinamica della partita.
È ancora troppo presto per dire se i valori cambieranno o se si aprirà un nuovo capitolo. Solitamente le posizioni in classifica iniziano a delinearsi in modo chiaro solo dopo la quindicesima giornata.
Marras ha iniziato a lavorare con noi dalla prima settimana della sosta: non abbiamo voluto forzare prima proprio perché sapevamo di avere questo tempo a disposizione. Correia si è allenato a parte per le prime due settimane per un problema non preoccupante, e contro il Monaco ha fatto un ottimo tempo. Esteves mi piace tantissimo perché è intelligente e sa fare tutto. C’è da dire che siamo in tanti: la squadra era stata costruita per giocare con tre centrocampisti, ora ne usiamo due, quindi qualcuno sarà penalizzato e finirà in panchina. Mi dispiace, ma devo andare incontro esclusivamente alle esigenze della squadra“.



