PRATO – Un vasto sistema di coltivazione illegale è stato sgominato nel distretto agricolo di Prato, in località Tavola, vicino all’area dell’ex discarica del Coderino. L’operazione, coordinata dalla Procura e condotta da un gruppo interforze, ha portato al sequestro di tre aree agricole per un totale di circa 14,5 ettari, dove venivano prodotte grandi quantità di ortaggi senza alcun rispetto per le norme fiscali, ambientali e sanitarie.
L’attività investigativa, supportata anche dall’osservazione aerea tramite droni, ha permesso di accertare gravi irregolarità nella gestione dei terreni e delle serre. Gli ispettori hanno riscontrato l’uso di prodotti chimici e sementi di dubbia provenienza, oltre alla gestione scorretta delle fonti idriche. Gli ortaggi coltivati erano destinati alla vendita sui mercati rionali e alla distribuzione nei canali della ristorazione locale, con potenziali rischi per la sicurezza alimentare.
Durante le ispezioni, gli agenti si sono trovati di fronte a condizioni di lavoro e di vita estremamente precarie. Un casolare diroccato, utilizzato sia come sede operativa che come dormitorio, presentava spazi abitativi privi di ogni requisito di igiene e sicurezza: impianti elettrici a rischio, assenza di riscaldamento e giacigli di fortuna posizionati direttamente sul cemento. Nelle aree destinate alla preparazione dei pasti, gli ispettori hanno segnalato la presenza di cucine in condizioni di degrado igienico.
Il bilancio dell’intervento ha portato all’individuazione di diversi lavoratori impiegati senza contratto. Per una delle tre strutture agricole, è emerso che l’attività proseguiva nonostante fosse già stata colpita da un ordine di sospensione nel 2023. Tra il materiale sequestrato figurano anche 2.400 sacchetti di plastica non conformi alle leggi sulla biodegradabilità.
Le accuse mosse dalla Procura comprendono lo sfruttamento lavorativo, noto come caporalato, l’impiego di manodopera priva di permesso di soggiorno, la frode in commercio e l’abbandono di rifiuti speciali, rinvenuti in grandi quantità su quasi tutta la superficie dei terreni. All’operazione hanno partecipato numerosi reparti specializzati, tra cui i Carabinieri forestali, il Nucleo ispettorato del lavoro, i NAS, l’Ispettorato territoriale, l’ASL Toscana Centro, l’INPS, il Genio civile e la Polizia municipale.



