SIENA – Le proposte siano concrete e corredate da cifre, gli impegni rispettati e tali da assicurare la piena ripresa dei siti industriali in Toscana di Beko e la continuità occupazionale pari a 299 unità andate perdute con la chiusura del sito di Siena. La Toscana non arretra e declina le condizioni alla luce del tavolo che si è tenuto questa mattina (8 ottobre) a Roma, al ministero.
Qui il ministro Adolfo Urso ha parlato di un interessamento di Leonardo Spa a da qui parte la dichiarazione del presidente della Regione, Eugenio Giani: “Oggi ho sentito Francesco Macrì, il presidente di Leonardo Spa, che ha confermato il possibile interessamento dell’impresa: noi siamo pronti ad accompagnare questo percorso a determinate condizioni, ma nel caso s’intende un investimento che sia in ambito civile. La situazione di Beko si è trascinata per molto tempo: il fatto che il Ministro in modo forte e perentorio abbia fatto presente questa disponibilità di Leonardo può essere anche una scelta concreta e quindi io ho preso contatto subito con il presidente Macrì, anche perché Leonardo è un colosso che ha una forte presenza proprio in Toscana. Macrì mi ha assicurato che nel momento in cui si inserisse questa disponibilità, quella di Leonardo sarebbe una disponibilità che evita ‘spezzettamenti’ e che conseguentemente prende in carico l’intero corpo aziendale. Come destinazione di lavoro mi ha parlato di elettronica e quindi, fra le varie attività di Leonardo, di un’attività che si indirizza verso una produzione industriale legata a prodotti magari dell’aerospazio, o anche di altra natura, ma comunque civili. Mi ha poi sollecitato un intervento della Regione sul piano della formazione professionale: se ci saranno queste condizioni metteremo le risorse necessarie, nello spirito che ha animato le nostre leggi sul reinserimento lavorativo, ovvero formazione e remunerazione nel periodo necessario perché poi il personale possa essere idoneo all’attività lavorativa. Noi ci siamo a mettere le risorse, i corsi e il personale per favorire una rigenerazione e il reinserimento lavorativo, in questa dimensione dell’elettronica e magari dell’aerospazio”.
A fare il punto dopo il tavolo romano Valerio Fabiani, il consigliere di Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali, questa mattina al Mimit con le strutture di Unità di crisi e Arti Toscana. La discussione ha investito tutta la vicenda e quindi le sorti di tutti i siti italiani Beko. “L’amarezza nostra, come Regione, e dei sindacati è dovuta anche la fatto che sugli impegni che si erano presi al Mimit, Beko non ha dato risposte e gli investimenti sono stati molto inferiori a quelli sottoscritti a suo tempo nell’accordo firmato da tutti. I lavoratori però hanno fatto sacrifici, più di tutti a Siena” spiega il consigliere di Giani.
“Occorre chiarezza e gli annunci devono essere corroborati da fatti concreti – continua Fabiani – Se c’è un interessamento della Leonardo deve essere accompagnato da elementi a corredo e da un impegno chiaro, visto che si parla di un gruppo così importante, ovvero saturare l’intero sito di Siena e rioccupare 299 lavoratori. Ed è bene inoltre che Leonardo dialoghi con le tante imprese del comparto aerospaziale presenti in Toscana”. Se la presenza del colosso industriale italiano fosse confermata “sarebbe lecito domandarsi come questo progetto potrebbe combinarsi con la procedura in capo Invitalia e al Comune di Siena, che è aperta, perchè c’è un bando, e con la quale si continua a cercare investitori”. Aggiunge infine Fabiani: “Abbiamo aggiornato il tavolo sul percorso formativo, l’unica cosa concreta che i lavori di Siena hanno avuto e che ha registrato un grandissimo successo: a fine anno si concluderà il secondo step, in attesa della formazione specialistica che attende il piano industriale”.



