La Giunta regionale ha approvato il nuovo piano triennale, valido fino al 2028, dedicato allo sviluppo e alla diffusione della medicina di genere nel sistema sanitario toscano. Il provvedimento punta a promuovere cure sempre più personalizzate, tenendo conto delle differenze biologiche, socio-culturali ed economiche che incidono sull’insorgenza delle malattie, sui sintomi e sulle risposte alle terapie.
La Toscana si inserisce in questo ambito con una tradizione consolidata, avendo anticipato la normativa nazionale già dal 2014 per coordinare ricerca, programmazione e formazione degli operatori sanitari. Il nuovo piano operativo si sviluppa su quattro linee d’azione: la revisione dei percorsi clinici e di prevenzione, la ricerca e l’innovazione, la formazione del personale e le attività di comunicazione.
Il programma prevede inoltre un’attenzione particolare verso la prevenzione oncologica, la gestione dei tumori e delle malattie rare, l’istituzione di gruppi di lavoro multidisciplinari e l’analisi dei fenomeni di violenza nei luoghi di lavoro secondo una prospettiva di genere. Il coordinamento coinvolgerà aziende sanitarie, università, associazioni e reti cliniche regionali, estendendo la sensibilizzazione sul tema anche all’ambito scolastico.
“Non è solo medicina delle donne”, ha sottolineato l’assessora regionale alla sanità, Monia Monni, evidenziando come l’obiettivo sia “trasformare gli obiettivi programmati in azioni concrete e risultati misurabili” attraverso il coinvolgimento sinergico di tutte le strutture del territorio e della Rete oncologica toscana.



