FIRENZE – Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha preso parte questa mattina al presidio organizzato davanti al cantiere della stazione dell’Alta Velocità di Firenze dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil insieme alle categorie Fillea, Filca e Feneal. La mobilitazione è stata indetta in seguito al tragico infortunio sul lavoro costato la vita, giovedì scorso, al trentunenne Ayoub Abourabil.
“Sono tornato qui, dopo essere stato sul cantiere subito dopo la tragedia insieme alla sindaca Funaro, per stare accanto ai lavoratori e ai sindacati e rinnovare la vicinanza mia e dell’intera Toscana alla famiglia e ai colleghi di Ayoub”, ha affermato il governatore toscano nel corso dell’iniziativa.
Giani ha rimarcato la gravità dell’accaduto e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della tutela nei luoghi di lavoro: “Quanto accaduto è una ferita per tutta la nostra comunità e non possiamo, né vogliamo, abituarci. Chi muore lavorando ci interroga tutti, istituzioni, imprese, rappresentanti dei lavoratori”. Il presidente ha inoltre aggiunto che la sicurezza non rappresenta una voce accessoria per l’amministrazione regionale, ribadendo che l’attività lavorativa deve essere sempre dignitosa e sicura, con particolare riguardo ai grandi cantieri infrastrutturali pubblici.
Nel suo intervento, il capo della giunta regionale ha fatto riferimento alle istanze avanzate dalle organizzazioni sindacali, giudicate meritevoli di risposte concrete: un maggiore numero di ispettori, controlli rigorosi sulla regolarità, incremento della formazione, oltre a una specifica attenzione rivolta ai turni e ai momenti di riposo per le maestranze.
“Come istituzioni di governo abbiamo il compito di fare la nostra parte: fare in modo che i controlli siano efficaci lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti, rispetto delle regole, tutele reali per chi lavora. La Regione farà la sua, e resterà al fianco dei sindacati in un confronto costante su prevenzione e condizioni di lavoro nei cantieri”, ha concluso Giani.



