Ia e matematica, la paura di chi ha dedicato la vita a problemi ora risolti da un algoritmo

Dopo le soluzioni annunciate da OpenAI, cresce tra gli studiosi la paura che le macchine rendano superfluo il lavoro di una vita

Il rapporto tra IA e matematica sta mettendo in difficoltà proprio chi della ricerca ha fatto un mestiere. Negli ultimi mesi OpenAI ha annunciato che i propri modelli di intelligenza artificiale hanno completato la dimostrazione legata alle equazioni di Navier-Stokes, uno dei sei problemi del millennio rimasti aperti. Poco dopo ha presentato soluzioni per altri 722 quesiti in diversi campi della disciplina.

Alcuni risultati sono parziali, altri più definitivi, e nella maggior parte dei casi è stato utilizzato un modello non ancora disponibile al pubblico. Al di là dei numeri, la notizia ha sollevato nella comunità scientifica una domanda che va oltre la tecnica: che ruolo resterà a chi ha dedicato la vita a questi problemi.

Una professione che si sente scavalcata

Per anni le grandi sfide matematiche hanno tenuto viva la ricerca. Erano percorsi lunghi, affrontati da soli o in gruppo, fatti di tentativi, errori e confronti tra colleghi, che spesso portavano a scoperte inattese lungo la strada. Era anche così che il sapere passava dai docenti più esperti ai giovani ricercatori.

Ora quel percorso rischia di accorciarsi drasticamente. Per diversi studiosi il pericolo non è che le macchine sbaglino, ma che arrivino al risultato saltando proprio il lavoro umano che dava senso alla disciplina. Il timore riguarda soprattutto le nuove generazioni, che potrebbero trovarsi davanti a un campo in cui le domande più importanti hanno già una risposta.

Dalla scoperta alla verifica

Il nuovo equilibrio tra IA e matematica pesa anche sul lavoro quotidiano. Gli esperti del settore sottolineano che le dimostrazioni prodotte dai modelli possono essere comprese solo da un numero ristretto di specialisti e che serviranno mesi per valutarle. Ai matematici rischia così di restare il compito di controllare, più che di scoprire.

C’è poi il peso della competizione tra le aziende tecnologiche, che hanno scelto proprio la matematica come terreno di sfida. I problemi più celebri sono diventati una vetrina commerciale per dimostrare la superiorità dei propri modelli, e in questa gara gli scienziati rischiano di avere un ruolo sempre più secondario.

Per molti ricercatori la partita tra IA e matematica non riguarda la correttezza dei risultati, ma lo spazio che resterà a chi quei risultati li ha sempre cercati con il proprio lavoro.

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