Scaffali vuoti nei supermercati del Sud: cosa sta succedendo con le proteste di camionisti e agricoltori

Da Caserta alla Sicilia mancano freschi e latticini: ‘Rummo’ ferma la produzione, ‘La Molisana’ rallenta

Frutta, verdura, carne e latticini sempre più difficili da trovare e scaffali vuoti nei supermercati del Sud. Il blocco degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta rallentando, e in alcune zone fermando del tutto, le consegne di prodotti alimentari nei punti vendita delle regioni meridionali.

Tra le aree più colpite c’è Caserta. Da lunedì 19 ottobre i presidi dei tir hanno raggiunto anche la Campania, con blocchi agli svincoli autostradali di Caserta Nord e Caserta Sud. Nei negozi della provincia le scorte si sono esaurite in fretta e molti cittadini passano da un supermercato all’altro senza riuscire a completare la spesa.

Perché mancano i prodotti

I supermercati funzionano grazie a rifornimenti continui: quando i camion si fermano, la merce venduta non viene sostituita. Per questo gli scaffali vuoti nei supermercati riguardano soprattutto i prodotti freschi, che non possono essere stoccati a lungo e hanno bisogno di consegne quotidiane. In alcune zone la catena Dok ha sospeso temporaneamente i rifornimenti ai punti vendita più difficili da raggiungere.

Le difficoltà toccano anche chi produce. Il pastificio Rummo ha dovuto fermarsi perché rimasto senza materie prime, mentre La Molisana lavora a ritmo ridotto. Nelle campagne, invece, kiwi, pomodori e altra frutta e verdura già raccolta rischiano di deperire senza mai arrivare sugli scaffali.

Una protesta che si allarga

La mobilitazione è nata all’inizio di ottobre in Puglia con gli olivicoltori, colpiti dal crollo del prezzo dell’olio extravergine, e si è poi estesa a camionisti, panificatori e pescatori di Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia. Alla base c’è soprattutto il caro carburante, con il gasolio arrivato vicino ai 2,30 euro al litro in autostrada.

Ieri (20 ottobre) il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha incontrato le associazioni dell’autotrasporto, annunciando di voler accelerare l’erogazione di 430 milioni di euro già destinati al settore. Domani (22 ottobre) sarà la volta degli olivicoltori, attesi al ministero dell’agricoltura.

Nonostante la rimozione di alcuni blocchi, i presidi continuano in diverse regioni meridionali e c’è il rischio che i disagi arrivino anche al Centro-Nord.

© Riproduzione riservata

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