Chi fa il pieno di diesel da oggi (28 ottobre) paga qualcosa in meno: in tutta Italia torna infatti il taglio delle accise sul gasolio. Il risparmio è di circa 4,9 centesimi al litro, Iva compresa, e resterà valido fino a sabato 7 novembre.
Su un serbatoio da 50 litri la differenza è di circa 2,45 euro. Una cifra contenuta, che arriva dopo tre settimane in cui gli automobilisti non avevano più alcuno sconto alla pompa.
Chi paga lo sconto
Il provvedimento è un decreto firmato ieri dal ministero dell’economia e delle finanze (Mef) e dal ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase), già pubblicato in Gazzetta ufficiale. L’accisa sul diesel scende a 632,90 euro ogni mille litri.
Per coprire la spesa, pari a 38,7 milioni di euro, lo Stato usa una parte dell’Iva incassata in più a settembre. Il principio è quello delle accise mobili: se il petrolio rincara, sale anche il gettito fiscale e quell’extra viene girato ai consumatori sotto forma di sconto, senza pesare sui conti pubblici.
Perché il governo è tornato indietro
Il 6 ottobre era scaduto l’ultimo sconto, da 6,1 centesimi, e non era stato sostituito. Il prezzo medio del gasolio self era salito a 2,244 euro al litro e il malcontento è cresciuto in fretta, soprattutto tra chi lavora su strada.
Le proteste più forti sono arrivate dall’autotrasporto. In Sicilia i camion si sono fermati per cinque giorni, dal 16 al 20 ottobre, e mobilitazioni ci sono state anche in Calabria, Puglia e Campania. Il viceministro dei trasporti Edoardo Rixi ha messo sul piatto 480 milioni di euro per il settore e ieri, al ministero dei trasporti, è nato un tavolo permanente sui costi delle imprese.
Un aiuto molto più piccolo che in primavera
Il nuovo taglio delle accise sul gasolio vale circa un terzo rispetto a quello dei mesi scorsi. A marzo, con i prezzi spinti in alto dalla crisi in Medio Oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz, lo sconto aveva toccato i 25 centesimi al litro su benzina e diesel.
Da allora il governo lo ha rinnovato più volte, riducendolo passo dopo passo. Fino a settembre il conto per lo Stato aveva superato i 2 miliardi di euro, oltre 2,6 contando i crediti d’imposta alle imprese.
Per ora il taglio delle accise sul gasolio ha una scadenza fissata al 7 novembre. Un eventuale rinnovo dipenderà dall’andamento del prezzo del petrolio e dalle entrate Iva dei prossimi mesi.



