Si allarga il richiamo per il rischio di listeria nel vitello tonnato e in altri prodotti di gastronomia venduti nei supermercati. Il ministero della Salute ha pubblicato lunedì 19 ottobre un avviso che coinvolge 59 lotti di vitello tonnato, tacchino al forno, arrosto di tacchino ai funghi e lonza di maiale, tutti usciti dallo stabilimento dell’azienda A.M.M.53 di Spresiano, in provincia di Treviso.
Alla base del provvedimento c’è la possibile contaminazione da Listeria monocytogenes, il batterio responsabile della listeriosi. Il primo stop, scattato il 13 ottobre, riguardava una sola confezione: il lotto L260/26 del vitello tonnato da 180 grammi venduto da Eurospin. Nel giro di pochi giorni l’allerta si è estesa a decine di altri lotti e a nuovi prodotti.
I lotti richiamati
Marchio Portami Via Eurospin
- Tacchino arrosto al limone, vaschette da 170 grammi: lotti L265/26, 266/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 280/26 e 281/26; scadenze dal 18 ottobre al 3 novembre
- Vitello tonnato, vaschette da 180 grammi: lotti L264/26, 265/26, 266/26, 267/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 279/26 e 280/26; scadenze dal 17 ottobre al 2 novembre
Marchio A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia
- Tacchino al forno, confezioni da 2 chili: lotti L260/26, 264/26, 266/26, 267/26, 272/26, 274/26, 280/26 e 281/26; scadenze dal 17 ottobre al 7 novembre
- Arrosto di tacchino ai funghi, confezioni da 2 chili: lotti L260/26, 261/26, 264/26, 266/26, 267/26, 271/26, 272/26, 274/26, 278/26 e 282/26; scadenze dal 17 ottobre al 7 novembre
- Lonza di maiale, confezioni da 1,5 chili: lotti L267/26, 268/26, 272/26, 273/26, 274/26, 278/26, 279/26 e 280/26; scadenze dal 19 ottobre all’1 novembre
- Vitello tonnato, confezioni da 1,5 chili: lotti L259/26, 264/26, 272/26 e 273/26; scadenze dal 16 ottobre al 7 novembre
- Vitello tonnato, vaschette da 300 grammi: lotti L259/26, 264/26, 267/26, 271/26 e 275/26; scadenze dal 16 ottobre all’1 novembre
Per capire se una confezione rientra nel richiamo basta confrontare numero di lotto e data di scadenza riportati sull’etichetta. L’azienda raccomanda di non consumare i prodotti e di eliminarli oppure riportarli al punto vendita in cui sono stati acquistati.
Aspetto, odore e sapore non permettono di riconoscere la contaminazione, e il frigorifero non basta a mettersi al riparo: il batterio è in grado di moltiplicarsi anche alle basse temperature. Chi ha già mangiato uno degli alimenti e accusa sintomi come febbre o disturbi intestinali deve rivolgersi al medico, segnalando il prodotto consumato anche se è passato del tempo.



