AREZZO – L’ennesima variante della odiosa truffa del finto carabiniere è finita con l’arresto dell’autore e la totale restituzione del maltolto alla vittima, grazie al tempestivo intervento delle pattuglie della polizia.
I fatti risalgono al pomeriggio del 31 agosto, quando un cittadino è stato contattato telefonicamente da un individuo che, spacciandosi per un appartenente all’Arma dei carabinieri, lo informava dell’esigenza di raccogliere con urgenza tutto il denaro contante e i preziosi custoditi in casa per consegnarli a un presunto maresciallo, atteso a breve per effettuare non meglio specificati accertamenti di polizia.
Ingannato dalla telefonata, l’uomo ha eseguito le istruzioni: all’arrivo del falso maresciallo presso la propria abitazione gli ha consegnato una somma ingente. Appena l’impostore si è allontanato con la scusa di dover portare il materiale in caserma per i rilievi, la vittima ha nutrito forti sospetti e ha subito allertato il numero d’emergenza della Polizia.
I poliziotti della squadra volante, giunti sul posto, hanno raccolto la dettagliata descrizione del truffatore e hanno avviato le ricerche nelle vie limitrofe. A pochi metri dall’abitazione della persona offesa, gli agenti hanno rintracciato un uomo perfettamente corrispondente al profilo fornito. Si tratta di un cittadino straniero di origine tunisina, risultato poi irregolare sul territorio nazionale.
La perquisizione personale condotta sul posto ha confermato i sospetti: all’interno dello zaino del sospettato i poliziotti hanno rinvenuto l’intero bottino appena sottratto, composto da circa 20mila euro in contanti e monili d’oro — tra anelli, orecchini, bracciali e collane — per un valore stimato di ulteriori 25mila euro. Formalizzata la querela, la refurtiva è stata interamente riconsegnata al legittimo proprietario.
Lo straniero è stato tratto in arresto in flagranza con l’accusa di truffa e contestualmente denunciato per la violazione delle norme sull’immigrazione. A seguito del giudizio per direttissima, l’autorità giudiziaria ha convalidato il provvedimento disponendo nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’obbligo di dimora.



