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Al posto del deposito Eni di Calenzano un grande hub delle energie rinnovabili: firmato il protocollo Regione-Eni

La firma a poco più di un anno e mezzo dall'esplosione del 9 dicembre 2024. Sarà riqualificcata anche la palazzina ex Omni di via Le Prata

CALENZANO – Da deposito carburanti a polo per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nell’ambito di un più ampio progetto di rigenerazione urbana e ambientale. A poco più di un anno e mezzo dall’esplosione del 9 dicembre 2024, che causò la morte di cinque persone, il ferimento di altre 28 e ingenti danni al territorio circostante, Regione Toscana, Comune di Calenzano ed Eni Industrial Evolution hanno firmato oggi il protocollo d’intesa che definisce il percorso di riconversione dell’area di via Erbosa.

A sottoscrivere l’accordo sono stati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, il direttore Industrial transformation di Eni Giuseppe Ricci e l’amministratore delegato di Eni Industrial Evolution Umberto Carrara. L’intesa segna l’avvio di un percorso che porterà alla cessazione definitiva dell’attività di stoccaggio dei carburanti e alla trasformazione del sito, esteso su circa 180 mila metri quadrati, subordinatamente al completamento delle attività di bonifica ambientale previste dalla normativa e all’esito dei procedimenti autorizzativi previsti dal Protocollo.

“Siamo molto contenti e orgogliosi del lavoro svolto fin dai giorni successivi alla tragedia del 9 dicembre 2024”, ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani nel corso della conferenza stampa di presentazione del Protocollo svoltasi a Palazzo Strozzi Sacrati e cui hanno partecipato i firmatari dell’intesa. “Quel deposito – ha proseguito – era nato negli anni Sessanta, quando quest’area era ancora prevalentemente agricola e rappresentava un’infrastruttura strategica per la rete dei trasporti. In tempi recenti, con la crescita del territorio e la forte urbanizzazione, un impianto di questo tipo era diventato del tutto inappropriato e pericoloso, come purtroppo abbiamo visto. Per questo, insieme al sindaco Carovani, fin dai primi confronti con Eni abbiamo detto con chiarezza che non si poteva immaginare di ripristinare un’attività di stoccaggio e distribuzione dei carburanti.

“Il Protocollo che firmiamo oggi – ha continuato Giani – traduce quella scelta in un progetto concreto: i 180 mila metri quadrati dell’ex deposito diventeranno un hub per la produzione di energia pulita, con un impianto fotovoltaico fino a 20 megawatt, con un sistema di accumulo che sarà messo a disposizione del Comune e il riconoscimento a Calenzano del 5 per cento del valore dell’energia prodotta. A questo si affiancano la riqualificazione dell’area, il recupero di immobili oggi inutilizzati, il potenziamento della stazione di Pratignone, destinata a diventare un nodo importante del trasporto pubblico metropolitano. È la trasformazione di un sito pensato per gli anni Sessanta in un progetto coerente con le esigenze ambientali, sociali e di sviluppo del territorio proiettato verso il 2030”.

Il Protocollo prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico con una potenza installata fino a 20 MWp (una capacità produttiva in grado di coprire il fabbisogno elettrico di circa 10 mila famiglie), che resterà di proprietà di Eni o di una società del Gruppo, e di un secondo impianto da circa 1 MW con sistema di accumulo, che sarà ceduto gratuitamente al Comune e che sarà vicino al polo sportivo di Calenzano.

“Eni – si legge inoltre nel documento – si impegna a realizzare tutti gli interventi di verifica e di risanamento ambientale necessari” e anche che “assicurerà, a propria cura e spese, le attività di service per manutenzione e gestione a favore del Comune dell’impianto a questo ceduto gratuitamente”.

È inoltre previsto che Eni riconosca al Comune il 5% del valore dell’energia prodotta dall’impianto principale per tutta la sua vita utile, fino a un massimo di trent’anni.

Il Protocollo disciplina anche gli impegni delle parti per il completamento della bonifica ambientale, istituisce un Tavolo tecnico di coordinamento e monitoraggio con riunioni trimestrali e conferma la salvaguardia occupazionale del personale attualmente impiegato nel sito.

Tra gli obiettivi condivisi figurano inoltre la sottoscrizione, entro 180 giorni, di un successivo accordo per la riqualificazione del complesso immobiliare dell’ex Omni di via di Le Prata, oggi in stato di degrado, con la possibilità di mettere a disposizione delle realtà associative del territorio gli spazi inutilizzati, e la promozione, insieme ai soggetti competenti e a Ferrovie dello Stato, di un progetto di riqualificazione della fermata ferroviaria di Pratignone quale nodo intermodale di interesse metropolitano e regionale, sul modello della fermata di Firenze viale Guidoni, con la prospettiva di un progressivo potenziamento del servizio ferroviario lungo l’asse Firenze-Prato-Pistoia.

“Con la firma di questo protocollo si apre la strada della riconversione dell’ex deposito di stoccaggio carburanti, con la creazione di un hub delle energie rinnovabili, con il potenziamento della stazione di Pratignone e, in generale, con la rigenerazione urbana dell’intera area. Siamo soddisfatti del percorso intrapreso all’indomani della tragedia del 9 dicembre 2024, che ci ha visto fin da subito in sintonia con il Presidente della Regione per voltare definitivamente pagina e anche la disponibilità di Eni a dialogare sul futuro dell’area. Calenzano si lascia alle spalle una stagione legata al modello energetico con al centro le fonti fossili e guarda alla prospettiva di uno sviluppo sostenibile per la nostra comunità”. Commenta così il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, dopo la presentazione in Regione Toscana del protocollo.

“Dopo un anno e mezzo dalla tragedia – prosegue – che ha causato la morte di 5 lavoratori, a cui Calenzano ha dedicato un monumento inaugurato lo scorso 9 dicembre alla presenza della cittadinanza, delle Autorità e dei familiari delle vittime, andiamo a tracciare una  prospettiva di sviluppo completamente diversa legata alle energie rinnovabili. Il Protocollo definisce nel dettaglio gli impegni che Eni si assume per la bonifica ambientale, delle richieste autorizzative necessarie per la demolizione dei depositi e per la riconversione del sito, ma anche per il mantenimento dei posti di lavoro e per dare nuove opportunità occupazionali. Sarà realizzato un impianto di energie rinnovabili di 21 MegaWatt complessivi, capace di soddisfare circa un sesto dei consumi di Calenzano. Un impianto di 1 MegaWatt sarà disposizione della comunità energetica locale, oltre a un riconoscimento al Comune del valore dell’energia prodotta dall’hub, fino a un massimo di 30 anni. Accanto a questo c’è la prospettiva, da concretizzare con la Regione entro i prossimi sei mesi, del potenziamento della stazione di Pratignone e di un incremento delle fermate dei treni che vi transitano, nonché di un piano di recupero dell’immobile ex Omni in via di Le Prata di proprietà della Regione, da mettere a disposizione di servizi per la comunità e delle associazioni locali”.

 

© Riproduzione riservata

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