CAMPI BISENZIO – C’è un fascicolo aperto per lesioni personali, al momento a carico di ignoti, sul tavolo della procura di Firenze.
È il primo passo ufficiale dell’inchiesta sull’assalto scattato nella notte scorsa all’interno del circolo di cultura cinese a Capalle, nella zona industriale di Campi Bisenzio, dove un commando armato ha ferito cinque cittadini orientali. La sostituta procuratrice Ornella Galeotti ha già disposto il sequestro probatorio sia della sede dell’associazione in via dei Confini, sia di una vettura che si trovava parcheggiata nei pressi del locale, oltre che di alcuni telefoni cellulari che potrebbero contenere elementi utili a ricostruire la fitta rete di contatti dietro al raid.
I contorni dell’episodio, avvenuto poco prima dell’una di notte, restano ancora da chiarire nei dettagli e gli inquirenti non escludono alcuna pista. Stando a una prima ricostruzione, i cinque avventori stavano trascorrendo la serata all’interno del circolo quando un gruppo di persone ha fatto irruzione nei locali. Gli aggressori, equipaggiati con coltelli e pistole ad aria compressa, si sono scagliati con violenza sulle vittime prima di dileguarsi nel nulla.
Il bilancio medico parla di cinque feriti di età compresa tra i 19 e i 36 anni, che i soccorritori del 118 hanno smistato in vari ospedali tra le province di Firenze e Prato. Tre di loro si trovano tuttora ricoverati al policlinico di Careggi: la prognosi resta riservata, anche se nessuno sarebbe in immediato pericolo di vita. Le condizioni più serie sono quelle del paziente attualmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Gli altri due giovani, raggiunti da diverse coltellate durante il parapiglia, sono invece già stati dimessi dai sanitari con prognosi rispettivamente di 30 e 15 giorni per le ferite riportate.
Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo, che hanno passato la giornata a raccogliere le testimonianze delle persone presenti nella zona industriale al momento dell’assalto e a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’area.
Nelle prossime ore, non appena le condizioni di salute lo permetteranno, i militari dell’Arma proveranno ad ascoltare anche i tre feriti rimasti in ospedale per raccogliere dettagli decisivi sull’identità degli assalitori e per inquadrare il reale movente dell’irruzione.



