FIRENZE – L’ospedale Meyer di Firenze introduce, per la prima volta in Italia, una formulazione pediatrica specifica per il trattamento della tubercolosi. Si tratta di compresse a dosaggio fisso e dispersibili in acqua, pensate per facilitare l’assunzione da parte dei pazienti più piccoli.
Fino a questo momento, le cure per i bambini affetti da questa patologia venivano strutturate adattando i farmaci destinati agli adulti. La pratica comportava la necessità di dividere le pillole tradizionali, portando con sé il rischio di un assorbimento alterato dei principi attivi (principalmente isoniazide, rifampicina, pirazinamide ed etambutolo) o di un dosaggio impreciso. La nuova formulazione, unendo più farmaci in un’unica compressa solubile, semplifica notevolmente una terapia che richiede in media sei mesi di somministrazioni continue.
L’approccio terapeutico, caratterizzato da costi contenuti e raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è già diffuso in oltre 120 Paesi. Al Meyer sono attualmente 10 i bambini in attesa di ricevere il farmaco, su un totale di oltre 50 nuove infezioni gestite ogni anno dalla struttura fiorentina. In prospettiva, queste compresse potranno essere impiegate anche per la profilassi dei minori entrati in contatto con persone malate, ad esempio all’interno delle comunità scolastiche.
L’arrivo dei medicinali, importati dall’Olanda, è il risultato di un lavoro di rete che ha coinvolto il reparto di Malattie infettive e la Farmacia ospedaliera del Meyer insieme allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Quest’ultimo, sotto la direzione del colonnello Arcangelo Moro, fungerà da snodo centrale per la conservazione e la distribuzione dei farmaci su tutto il territorio nazionale. Un ruolo organizzativo determinante è stato svolto dall’associazione Stop TB Italia, che ha promosso l’iniziativa di concerto con Ministero della Salute, Aifa, Usmaf e Società Italiana di Infettivologia Pediatrica.
L’infettivologa Leila Bianchi e la responsabile della Farmacia ospedaliera Lorena Di Simone sottolineano come l’introduzione della pillola solubile risolva i problemi pratici legati alla frammentazione dei farmaci per adulti, agevolando la gestione quotidiana da parte delle famiglie. Un aspetto evidenziato anche dal direttore generale dell’ospedale, Federico Gelli, che definisce la nuova opzione di cura “di più semplice somministrazione e sicura”. Sul fronte istituzionale, il presidente della Regione Eugenio Giani ha rimarcato il valore della sinergia tra l’ospedale e lo Stabilimento militare, mentre l’assessora alla sanità Monia Monni ha inquadrato l’iniziativa come un passo concreto per costruire terapie più aderenti alle esigenze fisiche ed emotive dei bambini.
Il percorso che ha portato all’adozione del farmaco sarà al centro del convegno Ampliare l’accesso ai farmaci antitubercolari in Italia – Partiamo dai bambini!. L’incontro, organizzato da Stop TB Italia con la partecipazione degli specialisti del polo pediatrico fiorentino, è in programma per martedì 6 ottobre dalle 11,30 alle 16,30, proprio negli spazi dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare.



