FIRENZE – Il Museo Alinari rappresenta uno dei principali progetti culturali avviati in Toscana negli ultimi anni. A cinque anni dalla nascita della Fondazione Alinari per la Fotografia, la Regione ha definito il piano per la valorizzazione di uno degli archivi fotografici più importanti al mondo.
Il patrimonio Alinari comprende circa cinque milioni di beni, tra stampe d’epoca, negativi su vetro e pellicola, album fotografici, documenti e strumenti storici. Un insieme di materiali che sarà distribuito tra due poli distinti ma complementari, con l’obiettivo di garantire sia la conservazione sia la fruizione pubblica.
Il futuro museo sorgerà all’interno del complesso monumentale di Santa Maria Novella, negli spazi dell’ex Scuola Marescialli. L’area dedicata alla Fondazione coprirà circa 1.800 metri quadrati e ospiterà il museo, una biblioteca specializzata, una fototeca, sale di consultazione e ambienti per attività didattiche e servizi al pubblico.
Il progetto si inserisce in un intervento più ampio di rigenerazione urbana che interesserà l’intero complesso, destinato a diventare un nuovo polo culturale cittadino da circa 20 mila metri quadrati. L’investimento complessivo previsto si avvicina ai 36 milioni di euro, includendo anche altri spazi culturali e servizi.
Accanto alla sede fiorentina, il piano prevede la realizzazione della Casa della Fotografia a Montecatini Terme, all’interno delle Terme Excelsior. Qui saranno collocati circa due terzi dell’archivio, in particolare i materiali più delicati che necessitano di condizioni ambientali controllate. La struttura ospiterà depositi attrezzati, laboratori di restauro e un centro di alta formazione dedicato alla digitalizzazione e catalogazione.
Il Museo Alinari si configura quindi come parte di un sistema integrato che unisce esposizione, conservazione e ricerca. Il completamento del progetto architettonico è previsto entro il 2026, con l’avvio dei lavori nei successivi anni e l’apertura al pubblico fissata per il 2029.
Nel frattempo, la Fondazione ha già sviluppato attività espositive e progetti scientifici, oltre a interventi di digitalizzazione che hanno interessato decine di migliaia di lastre fotografiche storiche. Parallelamente è stato avviato il censimento dei patrimoni fotografici regionali e la costruzione di una rete che coinvolge istituzioni, archivi e studiosi.



