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Campi Bisenzio, presidio ex Gkn contro sgombero. Camion non arrivati

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CAMPI BISENZIO – Centinaia di persone stamani 7 novembre davanti allo stabilimento ex Gkn di Campi Bisenzio, Firenze, per l’annunciato sgombero di materiali dal sito definiti dalla proprietà Qf rifiuti industriali.

Per gli operai, che da un anno presidiano la fabbrica, che hanno fatto muro stamani, si tratta in realtà non di uno sgomberi di rifiuti industriali ma dell’inizio dello svuotamento dello stabilimento.

“Un’inutile provocazione che tende solo ad allontanare ogni possibilità di reindustrializzazione del sito”, come la definisce Fiom Cgil.

I camion per l’annunciato sgombero, previsti alle otto di stamani 7 novembre, non sono arrivati.

Per ora nessuno della proprietà si è presentato per la rimozione dei materiali.

Presenti con gli operai e i sindacati stamani anche Emiliano Fossi, ex sindaco di Campi Bisenzio eletto deputato Pd, Andrea Quartini, deputato M5S, Valerio Fabiani, consigliere per il lavoro di Eugenio Giani, presidente Regione Toscana, Daniele Calosi, segretario Fiom Cgil di Firenze.

Valerio Fabiani: “Non è il momento di fare ulteriori strappi, forzature e scelte unilaterali e anzi è quanto mai necessario da parte dell’azienda uno sforzo per ripristinare un clima di condivisione. Chiedo che ci si fermi e che anche le attività di smaltimento materiali tornino al centro di un confronto fra a azienda e rappresentanze dei lavoratori”.

Fossi: “Il mio primo pensiero, di solidarietà e sostegno, ancora una volta va alle centinaia di lavoratori della Gkn e alle loro famiglie, che ancora attendono risposte e certezze per il futuro. Per questo presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo economico Alfonso Urso e alla ministra del Lavoro Marina Calderone perché credo che anche il Governo debba fare la sua parte: la Gkn non è una questione locale ma nazionale. Vicinanza ai lavoratori, equilibrio e partecipazione ritengo siano ancora una volta i principi con cui provare ad arrivare a una soluzione. La smobilitazione della fabbrica non può essere accettata senza un progetto vero e concreto di riavvio industriale. Occorre definire e accelerare il percorso di salvaguardia del sito, tutelando i lavoratori. Credo sia fondamentale in questo momento evitare ogni forma di esasperazione da parte di tutti gli attori. No alle prove di forza. Confronto e dialogo devono essere gli unici strumenti per non creare ulteriori tensioni. L’invito a continuare a lavorare con la massima trasparenza e in un clima di condivisione tra tutte le parti, affinché si trovi quel punto di incontro necessario per poter finalmente ripartire”.

Dario Salvetti, del collettivo di fabbrica della ex Gkn di Campi Bisenzio, azienda del settore automotive adesso di proprietà della Qf presieduta dall’imprenditore Francesco Borgomeo: “Un’azienda che non fa nulla per ripartire e contemporaneamente brucia liquidità va verso il fallimento. Se si sta preparando il fallimento della Gkn usando come scusa la mobilitazione dei lavoratori, non saremo noi lavoratori a dover rispondere di condotte poco chiare”.

 

© Riproduzione riservata

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