Festival delle Regioni a Firenze, Giani interviene davanti a Mattarella su fondi UE, sanità e territori

Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si è aperta la kermesse alla presenza del Capo dello Stato e dei presidenti delle venti regioni italiane

FIRENZE – Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, ha ospitato l’apertura del Festival delle Regioni, intitolato Il futuro è passato da qui. L’evento riunisce i presidenti delle venti regioni italiane alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, della sindaca di Firenze Sara Funaro, del vicepresidente della Corte Costituzionale Luca Antonini e del presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.

Nel suo intervento, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha posto al centro del dibattito il ruolo delle autonomie territoriali nella Repubblica, richiamando i principi sanciti dalla Costituzione: “La Repubblica è una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”. Parlando dell’appuntamento fiorentino, Giani ha evidenziato il valore del confronto istituzionale: “Quando ci ritroviamo per il Festival ci siamo tutti: è il momento in cui scambiamo le nostre opinioni e confrontiamo il nostro lavoro”.

Il presidente toscano ha focalizzato l’attenzione su tre priorità per il futuro istituzionale ed economico del Paese. La prima riguarda la difesa dei fondi di coesione europei in vista della programmazione post-2027: “La prima battaglia – ha detto – è quella di mantenere quelle risorse che ci hanno portato in Europa, ovvero i fondi di coesione. In questo momento sono fortemente messi in discussione, perché l’Europa cerca di recuperare risorse per le proprie politiche di emergenza, a partire dalla difesa, alla quale si guarda destinando una quota sempre più rilevante del bilancio europeo. Ma noi non possiamo permettere che, per rispondere a queste nuove esigenze, vengano meno gli strumenti che hanno consentito alle Regioni di sostenere lo sviluppo e garantire servizi fondamentali ai cittadini”. Giani ha ricordato come tali risorse alimentino le politiche di welfare regionale: “La gran parte delle nostre politiche di welfare passa da queste risorse. In Toscana, grazie a questi strumenti, sosteniamo interventi che vanno dagli asili nido gratuiti ai libri gratuiti, dalla vita indipendente per le persone con disabilità alle politiche attive del lavoro, dal sostegno alle imprese alla valorizzazione dello sport e della cultura, fino alle infrastrutture territoriali. Parliamo di risorse che si traducono in servizi e opportunità concrete per le nostre comunità. Per questo fondamentale che l’Europa continui a investire nella coesione, perché ridurre le distanze tra i territori, sostenere le fasce più fragili e garantire opportunità anche alle aree meno sviluppate significa rafforzare l’Europa stessa”. Da qui l’esigenza di agire tempestivamente: “Siamo nei giorni in cui si decide: dal primo gennaio 2028 partirà un nuovo periodo di programmazione di sette anni. O estas scelte le facciamo ora, oppure rischiamo di vedere sacrificato tutto questo”.

La seconda priorità affrontata riguarda la salvaguardia della sanità pubblica, che assorbe circa l’ottanta percento del bilancio regionale: “Abbiamo bisogno di quelle risorse per garantire quello che è un vanto dell’Italia: il sistema di sanità pubblica, uno dei punti di forza del nostro Paese”, ha dichiarato Giani, citando la legge 833 del 1978 e il contributo dell’allora ministra Tina Anselmi.

Il terzo tema centrale riguarda l’equilibrio territoriale e il contrasto allo spopolamento, sintetizzato nel modello della Toscana diffusa esteso all’intero territorio nazionale, richiamando anche l’allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti: “Io la chiamo Toscana diffusa, ma la potrei chiamare Italia diffusa”, ha spiegato, aggiungendo: “Vogliamo che l’Italia cresca alla stessa velocità nelle grandi metropoli d’arte, nelle grandi metropoli industriali, ma anche nel territorio diffuso” e che “Le Regioni devono essere Regioni di cooperazione e prossimità”. A testimonianza dell’impegno operativo sul campo, in piazza Santa Croce sono presenti le venti colonne mobili regionali della Protezione civile.

Riflettendo sulla storia istituzionale, Giani ha richiamato il contributo di Piero Calamandrei: “Calamandrei volle una Repubblica regionalista, che rappresentava un elemento di rottura rispetto al modello centralistico dello Stato, fondato su Comuni, Province e Prefetture”. Il presidente ha concluso ribadendo la centralità delle autonomie e rivolgendo un ringraziamento al Capo dello Stato: “Le Regioni rappresentano un elemento fondamentale della Repubblica. Per questo dobbiamo rifuggire da ogni tentativo di centralizzazione ed esercitare al meglio il nostro ruolo, nel rispetto dell’equilibrio istituzionale e delle autonomie territoriali”. Infine, Giani si è rivolto direttamente a Mattarella: “In questa Repubblica dei pesi e contrappesi, la sua funzione di Capo dello Stato è veramente preziosa e importante. Sentiamo che possiamo fare affidamento su di lei” e “La ringraziamo davvero di cuore di essere qui a testimoniare come questa Repubblica, una e indivisibile, riconosca e promuova tutte le nostre autonomie territoriali”.

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