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mercoledì 5 Ottobre 2022
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Gkn, firmata al Mise l’ipotesi di accordo quadro per la riconversione, garantita la continuità occupazionale

L'ipotesi di accordo è vincolata all'ok dei lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio che nei prossimi giorni si esprimeranno con referendum

CAMPI BISENZIO – Sottoscritto al Mise, Ministero sviluppo economico, l’accordo quadro relativo al percorso per la riconversione industriale dello stabilimento di Campi Bisenzio ex Gkn, ora Qf Spa, dell’imprenditore Francesco Borgomeo. L’accordo, raggiunto tra azienda e sindacati, dichiara Alessandra Todde, viceministro Mise, ‘prevede un percorso di reindustrializzazione condiviso, finalizzato a rilanciare il sito produttivo e garantire la salvaguardia occupazionale. Il Mise continuerà a monitorare l’evolversi della situazione”. L’accordo è vincolato all’ok dei lavoratori. L’ipotesi di accordo nei prossimi giorni sarà sottoposta a un referendum tra i lavoratori. Sarà valida solo se l’esito del referendum sarà positivo. Durante il periodo necessario a individuare possibili investitori saranno attivati tutti gli strumenti disponibili a sostegno dei lavoratori, anche quelli per favorire la riqualificazione professionale. Il Mise, rappresentato all’incontro dal coordinatore della struttura per le crisi d’impresa Luca Annibaletti, proseguirà insieme ad Invitalia la sua attività di confronto tra le parti e di monitoraggio sugli impegni sottoscritti al fine di sostenere il percorso di riconversione industriale e la tutela dei lavoratori. La Regione Toscana “accompagnerà i lavoratori in tutte le fasi di questo percorso”. Al tavolo erano presenti anche i rappresentanti del Ministero del Lavoro, Regione Toscana, enti locali, sindacati e Invitalia. In una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia e Silvia Spera, Area Politiche Industriali per la Cgil nazionale commentano “È stata raggiunta un’ipotesi di accordo quadro sul percorso di reindustrializzazione dello stabilimento Qf, (ex Gkn) di Campi Bisenzio a Firenze. Un accordo reso possibile dopo mesi di lotta e di resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori e dopo la vittoria al Tribunale dì Firenze del ricorso ex articolo 28 presentato dalla Fiom dì Firenze. È grazie alla cura con cui le lavoratrici e i lavoratori hanno custodito lo stabilimento, che oggi possiamo ripartire garantendo la continuità occupazionale”. Spiegano i sindacati “Viene definita operazione ponte la fase che consentirà di arrivare al piano di reindustrializzazione attraverso soggetti industriali individuati da Borgomeo, che ha già rilevato il 100% delle quote di Gkn in Qf con la presa in carico del progetto.

Il cronoprogramma dovrà essere verificabile innanzitutto sulla tempistica, ci saranno momenti di verifica sia in sede nazionale al Mise, sia a livello territoriale e aziendale, con cadenza almeno mensile”. Le parti “hanno concordato la garanzia della continuità occupazionale e contrattuale per tutti i lavoratori sia durante il periodo ponte che dopo con la reindustrializzazione, comprendendo anche i lavoratori degli appalti. Saranno avviati percorsi di formazione che in una prima fase prevederanno un processo di mappatura delle competenze presenti in azienda al fine di evitare ulteriori perdite di professionalità”. Durante il periodo ponte, proseguono, “saranno utilizzati gli ammortizzatori sociali atti a governare al meglio le difficoltà congiunturali di questa fase con lo strumento della cassa integrazione ordinaria e con la cassa cosiddetta di transizione. La gestione dell’ammortizzatore sociale prevederà anche accordi successivi per l’anticipo della cassa e l’equa rotazione dei lavoratori, la maturazione integrale dei ratei e di indennità integrative”. Le parti hanno anche stabilito che qualora al 30 agosto 2022, come previsto nel cronoprogramma, non dovesse concretizzarsi il progetto di riconversione industriale, “sarà Qf stessa a farsene carico anche con la partecipazione di equity di Invitalia e di altri investitori privati”. Per Fiom e Cgil è fondamentale che i contenuti dell’ipotesi di accordo siano sottoposti a validazione democratica dei lavoratori con referendum. L’ipotesi di accordo sarà valida solo se l’esito del referendum sarà positivo. Se negativo sarà da considerarsi nulla sotto ogni effetto. Sull’ipotesi di accordo chiediamo un ruolo di controllo e garanzia del Mise e di Invitalia e la costituzione di un comitato di proposta e sorveglianza”.

© Riproduzione riservata

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