Il divieto di accesso ai social media per i minori non è più solo una misura di protezione dell’infanzia, ma si è trasformato nel cuore di uno scontro senza precedenti tra la sovranità degli Stati e lo strapotere delle multinazionali tecnologiche. L’ultimo capitolo di questa battaglia vede contrapposti il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e il proprietario di X, Elon Musk, in un clima di tensione che ha superato i confini della diplomazia. Musk ha reagito con violenza verbale all’annuncio del piano spagnolo definendo Sánchez come un “vero totalitario fascista”. La colpa del premier, secondo il magnate, sarebbe quella di voler porre fine a quello che il governo di Madrid definisce il “Far West digitale”.
La mossa della Spagna, tuttavia, rappresenta solo la punta di diamante di un fronte internazionale sempre più compatto. Seguendo le orme dell’Australia, pioniera nel dicembre 2025 con il bando agli under 16, e della Francia, che nel gennaio 2026 ha approvato il divieto per i minori di 15 anni, la Spagna ha assunto la guida di una “coalizione dei volenterosi digitali”. Insieme a Grecia, Portogallo e Danimarca, questi Paesi puntano a una regolamentazione transfrontaliera che imponga alle piattaforme la responsabilità dei contenuti dannosi.
Ad alimentare l’urgenza di questo intervento legislativo è anche il recente scandalo che ha travolto Grok, il chatbot di intelligenza artificiale di xAI (società di Musk). Ma andiamo con ordine
La crociata di Sánchez contro il “Far West digitale”
Sánchez ha usato toni durissimi al World Governments Summit di Dubai. Il presidente spagnolo ha descritto i social media come uno “Stato fallito dove le leggi vengono ignorate e i crimini tollerati”. Il premier ha invocato un’azione urgente per proteggere i bambini da quello che ha definito il “Far West digitale”, un ambiente che, secondo lui, i minori non dovrebbero navigare da soli. Per dare forza a questa iniziativa, la Spagna si è unita a una cosiddetta “coalizione dei volenterosi digitali”, un gruppo di sei Paesi europei (oltre la Spagna: Francia, Danimarca, Grecia, Austria e Portogallo) che mirano a coordinare e applicare regolamentazioni transfrontaliere più severe.
La risposta del proprietario di X, Elon Musk, è stata immediata e carica di insulti personali. Musk ha attaccato Sánchez definendolo un “tiranno” e un “vero totalitario fascista”. La tensione tra i due leader è alimentata anche da divergenze politiche: Sánchez ha accusato Musk di usare la sua piattaforma per “amplificare la disinformazione”, specialmente in merito alla decisione del governo spagnolo di regolarizzare 500.000 lavoratori privi di documenti. E mentre Musk critica le politiche di Sánchez, il premier spagnolo ha annunciato che la procura indagherà su possibili infrazioni legali commesse da X, TikTok e Instagram.
Sánchez is the true fascist totalitarian https://t.co/b2U17fEwa7
— Elon Musk (@elonmusk) February 3, 2026
Il caso Grok sulle immagini senza consenso
Al centro delle polemiche che circondano le aziende di Musk vi è Grok, il chatbot di intelligenza artificiale di X. Secondo un’indagine esclusiva condotta da Reuters, Grok continua a generare immagini sessualizzate di persone reali anche quando gli utenti dichiarano esplicitamente che i soggetti non hanno fornito il proprio consenso.
Nonostante X abbia annunciato nuove restrizioni per limitare la produzione pubblica di tali contenuti, i test condotti da nove giornalisti di Reuters nel gennaio 2026 hanno rivelato che il chatbot ha assecondato la maggior parte delle richieste volte a creare immagini provocatorie o umilianti. In un caso particolarmente scioccante riportato da Reuters, Grok ha generato immagini di un uomo in costume da bagno dopo che il sistema era stato informato che il soggetto era stato vittima di abusi infantili e che “decisamente non acconsentiva” alla creazione delle foto.
Sanzioni e indagini
L’indignazione per le capacità di Grok ha innescato una reazione a catena da parte delle autorità di controllo. L’autorità britannica di regolamentazione in materia di protezione dei dati e i diritti all’informazione, l’Information Commissioner’s Office, ha aperto un’indagine contro X e Grok, ipotizzando violazioni della legge sulla protezione dei dati che potrebbero portare a sanzioni fino al 4% del fatturato annuo mondiale. Così come l’autorità britannica di regolamentazione indipendente e garante della concorrenza per le industrie delle comunicazioni (Ofcom) sta verificando se X abbia violato gli obblighi di moderazione dei contenuti illegali e di protezione dei minori, con il rischio di multe fino al 10% del fatturato o addirittura il blocco del sito nel Regno Unito.
E anche la Commissione europea ha avviato un’indagine formale su X il 26 gennaio 2026, mentre negli Stati Uniti, 35 procuratori generali hanno chiesto chiarimenti a Musk su come intenda impedire a Grok di produrre immagini non consensuali in pose sessualizzate.
Un futuro digitale sotto assedio
Mentre la Spagna integra il nuovo divieto in un disegno di legge sulla protezione dei minori, il dibattito resta acceso. Sebbene la maggioranza degli spagnoli, così come i cittadini della maggior parte dei Paesi coinvolti, sembri favorevole al divieto, alcuni accademici ricordano che non esiste ancora un consenso unanime sul fatto che i social media danneggino intrinsecamente gli adolescenti: non è solo una questione di tempo, ma di cosa vedono e a cosa hanno accesso. Tuttavia, la pressione politica e l’emergere di tecnologie Ai capaci di produrre contenuti offensivi sembrano spingere i governi verso un controllo sempre più rigido delle frontiere digitali.
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Giovani
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