Trovare una casa dignitosa a un prezzo accessibile è diventato un’impresa impossibile per milioni di cittadini in tutta l’Unione europea. Di fronte a questa emergenza, il Parlamento europeo ha appena dato il via libera a una serie di proposte concrete per affrontare la crisi abitativa alla radice.
Ecco le principali novità approvate dalla Commissione per l’Edilizia abitativa (Hous) che potrebbero cambiare il mercato immobiliare europeo nei prossimi anni.
Più case e meno burocrazia
L’obiettivo è ambizioso: costruire circa 10 milioni di nuovi alloggi in tutta Europa. Per riuscirci, gli eurodeputati propongono di tagliare drasticamente i tempi della burocrazia. La proposta prevede che i permessi per costruire edifici sostenibili e accessibili debbano essere rilasciati entro un massimo di 60 giorni, utilizzando anche procedure digitali più snelle.
Aiuti fiscali per giovani e famiglie
Il Parlamento chiede agli Stati membri di intervenire sulle tasse per dare respiro a chi è più in difficoltà. Tra le misure suggerite:
- Sgravi fiscali per le famiglie a basso e medio reddito.
- Eliminazione delle barriere fiscali (come le alte tasse di registrazione) per chi acquista la sua prima casa.
- Incentivi per rendere gli affitti a lungo termine più convenienti rispetto a quelli brevi.
Regole sugli affitti brevi
Altra sfaccettatura della questione “crisi abitativa” riguarda la proliferazione degli affitti turistici “mordi e fuggi”, la quale sta svuotando i centri storici e facendo schizzare i prezzi per i residenti. Gli eurodeputati vogliono una legislazione che trovi un equilibrio tra turismo e diritto all’abitare, garantendo che le città restino vivibili e accessibili per chi ci lavora e ci studia.
Case più “green” e bollette più basse
Il piano non riguarda solo i muri, ma anche la qualità della vita. Si punta a migliorare l’efficienza energetica degli edifici per combattere la povertà energetica. Le nuove case dovranno rispettare standard elevati di isolamento e qualità dell’aria, aiutando i cittadini a risparmiare sulle bollette.
Un’industria “Made in Eu”
Per sostenere l’economia europea, il Parlamento suggerisce di favorire l’uso di materiali da costruzione prodotti nell’Unione (“Made in Eu”) e di investire nella formazione di lavoratori specializzati, garantendo loro salari dignitosi e migliori condizioni di lavoro.
Come verrà finanziato tutto questo?
Non si tratta solo di buone intenzioni: il piano prevede di mobilitare fondi pubblici e privati. Tra le proposte figurano:
- Una nuova Piattaforma d’investimento europea insieme alla Banca Europea per gli Investimenti (Bei).
- L’uso dei fondi inutilizzati del Pnrr per l’edilizia sociale.
- Regole più flessibili sugli aiuti di Stato, per permettere ai governi di investire più facilmente nelle case popolari senza blocchi da parte di Bruxelles.
“Abbiamo messo l’offerta di alloggi al centro della risposta”, ha dichiarato Il relatore della relazione sull’edilizia abitativa, Borja Giménez Larraz (Ppe). “L’adozione di questa relazione da parte della Commissione per l’edilizia abitativa – specifica Larraz – segna un significativo passo avanti per il Parlamento europeo. Riflette un ampio e responsabile consenso tra i gruppi politici, fondato sul pragmatismo piuttosto che sull’ideologia. La relazione pone l’offerta abitativa al centro della risposta, riconoscendo la necessità di consentire la realizzazione di circa 10 milioni di alloggi aggiuntivi in tutta Europa. Sottolinea inoltre l’urgente necessità di sostenere le famiglie e i giovani, che stanno subendo il peso maggiore della crisi abitativa. Questo approccio equilibrato rafforza la proprietà privata, garantisce certezza del diritto, crea il giusto quadro per gli investimenti e rispetta la diversità dei sistemi abitativi nazionali, contribuendo al contempo a rendere gli alloggi più accessibili in tutta Europa”.
“Il forte sostegno odierno alla relazione invia un messaggio chiaro: siamo pronti a considerare l’edilizia abitativa una priorità sociale, rafforzando la cooperazione tra le autorità europee, nazionali e locali per affrontare la crisi alla radice – ha dichiarato la presidente della Commissione per l’Edilizia Abitativa, Irene Tinagli (S&d) -. La relazione definisce misure concrete in tutte le dimensioni della sfida abitativa, tra cui la mobilitazione di maggiori investimenti attraverso fondi Ue, nazionali e privati, il miglioramento della qualità, della sostenibilità e dell’abitabilità delle abitazioni e la lotta alla carenza di manodopera e alla competitività nel settore delle costruzioni. È il frutto di mesi di lavoro e consultazione da parte della Commissione Speciale sulla Crisi Abitativa, che continuerà a monitorare le prossime proposte e normative per garantire che gli interessi dei cittadini rimangano al centro”.
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