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Brevetti europei: l’Italia entra nella top 10 mondiale (ma cala), cresce la Cina

L’Italia brevetta meno, ma non arretra. È questo l’apparente paradosso che emerge dall’ultimo Technology Dashboard 2025 dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo), che mostra un trend incoraggiante a livello globale.

Per la prima volta, infatti, le domande di brevetto europeo hanno superato la soglia delle 200.000 in un anno: nel 2025 ne sono state depositate 201.974, con una crescita dell’1,4% rispetto al 2024. Con 4.767 richieste depositate, l‘Italia cede ancora terreno (-1,8%), ma rallenta il calo rispetto all’anno precedente in un contesto continentale a due velocità, dove i Paesi minori crescono e i grandi arrancano.

Sul piano geopolitico, si segnala una decisa avanzata dei Paesi orientali, Cina e Corea del Sud su tutti, che conferma la crescita di queste economie rispetto agli Stati Uniti che mantengono il primato, ma registrano in calo dell’1.6%.

Italia in calo ma tra i grandi: quinta in Europa

L’Epo Technology Dashboard 2025 inserisce il nostro tra i Paesi che tradizionalmente guidano i volumi di deposito in Europa ma che nel 2025 registrano una contrazione. Oltre all’Italia, calano le domande provenienti da (-2,2%), Francia (-0,4%), Svizzera (-0,5%), Paesi Bassi (-0,7%), Regno Unito (-3,3%) e Svezia (-4,3%), mentre aumentano le richieste da Paesi più piccoli.

In questo contesto, il Belpaese guadagna una posizione in entrambe le classifiche:

  • passa dall’undicesimo al decimo posto nella classifica globale;
  • passa dal quinto al quarto posto tra i paesi dell’Unione europea.

I dati dimostrano che l’innovazione italiana è fortemente legata alla manifattura, con il settore dei trasporti che si conferma primo per numero di brevetti. Sotto questa voce, l’Italia si classifica quarta a livello europeo e settima a livello globale, grazie a brand come Ferrari che sale all’ottavo posto tra le aziende automobilisticiche più innovative.

Italia brevetti Technology Dashboard
Fonte grafico: Ufficio europeo dei brevetti – Epo

L’ingegneria civile cresce del 10%, mentre con il +14,9% le macchine utensili registrano l’incremento più importante, confermando il ruolo dell’Italia nelle tecnologie industriali avanzate. Calano drasticamente, invece, le domande italiane nel settore dell’handling (logistica, movimentazione e automazione industriale) che registrano un -6,4% così come il settore della farmaceutica e dei beni di consumo.

L’analisi dei settori rispecchia quella relativa alle aziende: le domande italiane di Epo sono concentrate in pochi grandi player. Coesia guida la classifica con 179 domande, seguita da Ferrari (151) e Iveco Group (68). Seguono Pirelli, Chiesi Farmaceutici e Leonardo. Nonostante la scarsa diversificazione, si segnala una lieve crescita delle domande presentate dalle Pmi e dai centri di ricerca italiani.

Record storico: per la prima volta oltre 200.000 brevetti

Peculiarità nazionali a parte, il 2025 è stato un’annata positiva per il brevetto europeo con il record di 201.974 domande depositate all’Epo. Le richieste provenienti da tutti i 39 Stati membri Epo crescono del +0,4% (Ue27: +0,7%), mentre quelle da fuori Europa salgono del +2,1%, spinte soprattutto da Cina e Corea del Sud.

“Il volume record di domande sottolinea la capacità innovativa dell’Europa e la sua attrattiva come mercato tecnologico globale”, ha dichiarato il presidente dell’Epo António Campinos, evidenziando anche la necessità di rafforzare la sovranità tecnologica europea in settori strategici come l’intelligenza artificiale e i semiconduttori, la salute e le tecnologie quantistiche.

Chi cresce davvero: l’innovazione europea viene dall’Est

All’interno dell’Europa, la crescita 2025 viene da dove meno ci si aspetterebbe. La Finlandia guida con un balzo del +44%, trainata dall’exploit di Nokia, salita di sette posizioni nella classifica globale fino al quinto posto tra i depositanti mondiali. Seguono Danimarca (+5,2%), Austria (+5,0%) e Spagna (+2,9%), Paesi che storicamente avevano un peso relativo inferiore in questa speciale classifica.

Gli stati membri dell’Epo hanno segnato il 43% delle domande totali, mentre il 57% delle domande proviene dall’estero,

A livello globale gli Stati Uniti rimangono il primo Paese per domande di brevetto europeo all’Epo nel 2025, nonostante il calo del -1.6% rispetto al 2024, seguiti al secondo posto dalla Germania (-2,2%). Uno dei dati più rilevanti è che per la prima volta la Cina sale sul podio dei Paesi di origine (+9,7%) scalzando il Giappone (comunque in crescita con il +1,1%) che si colloca al quarto posto.

Se si allarga l’orizzonte, emergono tendenze importanti. Dal 2016 ad oggi, infatti, le domande di brevetto europeo provenienti alla Cina sono triplicate, mentre quelle della Corea del Sud sono duplicate (+9,5% nel 2025 sul 2024).

A livello globale, il cambiamento più significativo riguarda la Cina: per la prima volta nella storia Epo, Pechino entra nella top 3 dei Paesi di origine delle domande (+9,7%), superando il Giappone (+1,1%) che scende al terzo posto. Gli Stati Uniti rimangono secondi ma calano del -1,6%. La Corea del Sud cresce del +9,5% . Il baricentro dell’innovazione si sposta verso Est.

I settori che trainano l’innovazione

La tecnologia informatica resta al primo posto con 17.844 domande (+6,1%), spinta dall’intelligenza artificiale — con le applicazioni per reti neurali e riconoscimento delle immagini in crescita del +9,5% — e dalle tecnologie quantistiche (+37,9%), settore piccolo ma esplosivo. In entrambi i sotto-settori dell’Ai e del quantum, i brevettatori europei detengono la quota maggiore.

Le comunicazioni digitali segnano la crescita più forte tra i settori principali (+11,4%), trainate dall’avvento del 6G, mentre macchinari elettrici ed energia crescono del +5,3%, con le tecnologie per le batterie in auge (+14,6%) che rappresentano ormai il 45,1% dell’intero settore. Anche qui l’Asia è protagonista: +34,9% dalla Corea del Sud, +25,7% dalla Cina e +23,8% di domande dal Giappone.

Le tecnologie mediche raggiungono le 15.905 domande (+1,3%). Farmaceutica e biotecnologie invece calano, rispettivamente del -6,3% e -3,3%, con i farmaci tornati ai livelli del 2019 . Un segnale che spinge l‘Epo a sostenere le proposte legislative Ue sui certificati di protezione supplementare unitari.

Il brevetto unitario: la scommessa di Bruxelles funziona

Menzione di merito, infine, per il sistema del brevetto unitario, giunto al suo terzo anno, che consente protezione in 18 Stati Ue con una sola domanda Epo.

Nel 2025 sono state richieste protezioni unitarie per 34.357 brevetti europei concessi, pari al 28,7% del totale, in rapida crescita rispetto al 25,6% del 2024. Tra i soli depositanti europei, il tasso di adozione raggiunge il 40%, superando le previsioni.

La svolta più significativa riguarda le piccole entità: università, Pmi e micro-imprese europee adottano il brevetto unitario nel 48,3% dei casi, in forte aumento rispetto al 38,4% del 2024. Anche la Cina è sempre più interessata a questo sistema, come dimostra il tasso di adozione balzato dal 17,8% del 2024 al 22,6% dell’anno scorso.

Innovazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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