8 C
Firenze
venerdì 30 Gennaio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Kubilius lancia il Comando spaziale europeo: “Solo l’unità può fermare Putin”

“Gli Stati membri temono che la guerra stia arrivando. Solo l’unità può dissuadere Putin e difendere l’Unione europea“. Lo ha detto Andrius Kubilius, commissario europeo alla Difesa, aprendo la 18ma European Space Conference, tenutasi il 27 e 28 gennaio 2026 a Bruxelles e giocatasi su diversi fili conduttori, dall’autonomia strategica alla sicurezza fino alla competitività industriale. Kubiulius ipotizza un Comando spaziale europeo ‘virtuale’, capace di condividere in tempo di crisi e di guerra capacità oggi frammentate e prevalentemente nazionali. Un’idea che riflette una consapevolezza ormai diffusa tra istituzioni, industria e agenzie spaziali: la fase della visione è finita, il 2026 deve essere l’anno della realizzazione.

Lo spazio come infrastruttura critica europea

Tutti – Agenzia spaziale, industria e decisori politici – sono infatti d’accordo con la premessa di base: lo spazio è ormai una infrastruttura critica per la competitività, la sicurezza e la sovranità dell’Unione europea. Navigazione satellitare, osservazione della Terra, comunicazioni sicure e consapevolezza della situazione spaziale ormai sono di supporto agli obiettivi politici del blocco, che possono andare dal monitoraggio climatico alla risposta alle catastrofi, dalla difesa alla resilienza economica.

Con una precisazione: la sfida non è più espandere le capacità spaziali dell’Europa (su cui il blocco peraltro è indietro), ma garantire che queste rimangano affidabili, interoperabili e resilienti mentre il mondo diventa sempre più competitivo e instabile.

Sicurezza spaziale e difesa: verso uno Scudo europeo

Il tema della sicurezza ha attraversato l’intera Conferenza. Kubilius ha ricordato che oggi i Paesi dell’Ue devono chiedere l’autorizzazione agli Stati Uniti per condividere dati sulle minacce spaziali, una procedura definita “un ostacolo alla nostra sicurezza e alla nostra indipendenza nello spazio“.

La sorveglianza spaziale dovrebbe invece essere essere condivisa tra gli Stati europei attraverso “un partenariato dei Comandi spaziali“: una cooperazione che rientrerebbe nello scudo spaziale europeo, che il commissario ha annunciato proprio un anno fa sempre dal palco della European Space Conference e che dovrebbe presentare entro la fine dell’anno come uno dei pilastri della Defence Readiness Roadmap della Commissione.

Lo Scudo dovrebbe integrare diverse costellazioni e servizi europei: comunicazioni governative congiunte come Govsatcom, il futuro sistema di comunicazioni sicure IRIS², la protezione dalle interferenze radio. Anche nuove capacità di osservazione della Terra, più precise, a fini di sicurezza e difesa, potranno esser sfruttate, inclusi servizi di posizionamento e temporizzazione in orbita bassa (LEO-PNT).

IRIS² arriva nel 2029?

Kubilius ha anche “chiesto a tutti i partner di fare di più e accelerare” su IRIS², indicando il 2029 come possibile avvio dei servizi, data su cui però gli addetti ai lavori sono scettici.

Una governance complessa, tanti attori in campo rallentano il progetto, mentre rimangono critiche sulla produzione dei terminali a terra e sulla sicurezza dell’approvvigionamento di componenti chiave. Tuttavia la costruzione potrebbe cominciare quest’anno, con l’obiettivo di lanciare intanto i primi satelliti IRIS2 con capacità limitate, e poi migliorarli man mano.

Tra le altre problematiche, alcuni operatori di telecomunicazioni hanno dichiarato che continueranno ad acquistare banda da concorrenti come Starlink, mentre all’orizzonte si profila anche la nuova concorrenza di TeraWave, la costellazione annunciata da Blue Origin.

Consolidamento industriale: il caso Project Bromo

Sul fronte industriale, la Conferenza ha accolto in modo generalmente positivo il Project Bromo, il progetto che mette insieme Airbus Defence and Space, Thales Alenia Space e Leonardo con lo scopo di consolidare l’autonomia strategica dell’Europa nello spazio – ovvero fare concorrenza a SpaceX di Elon Musk e alla Cina. L’idea di fondo emersa dalla Conferenza è che una maggiore integrazione industriale sia necessaria se l’Europa vuole competere con Washington e Pechino, ottimizzando capacità produttive, organizzazione della forza lavoro ed efficacia complessiva.

Accesso allo spazio e osservazione della Terra

Tra gli altri temi, garantire un accesso autonomo allo spazio resta una priorità. Arianespace ha ribadito il ruolo di Ariane 6 come pilastro per le missioni istituzionali e commerciali europee. Grande attenzione anche all’osservazione della Terra. Negli ultimi 18 mesi sono stati lanciati con successo sei satelliti Copernicus Sentinel, assicurando continuità nella fornitura di dati EO di alta qualità, mentre ormai le infrastrutture di accesso ed elaborazione dei dati sono importanti quanto i satelliti stessi, si legge sul sito Copernicus.

Durante l’evento sono state inoltre presentate le prime immagini del nuovo satellite meteorologico MTG-S1 di EUMETSAT, una prima europea capace di osservare simultaneamente quasi 2.000 lunghezze d’onda infrarosse e di fornire informazioni su temperatura, umidità e composizione della nostra atmosfera in tempo reale, descrivendone il profilo e la sua evoluzione nel tempo.

Dalla governance ai finanziamenti: il nodo delle scelte politiche

Le discussioni di Bruxelles si sono intrecciate con i negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Ue, tra cui il proposto Fondo europeo per la competitività, e con il futuro del Programma Spaziale dell’Unione. In parallelo, pesano gli impegni assunti all’ultimo Consiglio ministeriale dell’Esa.

Processi che andranno a definire i livelli di finanziamento ma anche le priorità strategiche e i modelli di governance: tutti aspetti da cui dipende il posizionamento europeo nello spazio nel prossimo decennio. Da più parti è stata sottolineata la necessità di ridurre la burocrazia, garantire investimenti continuativi e passare da programmi e progetti a capacità operative reali.

Dalla European Space Conference 2026 emerge insomma un messaggio chiaro: lo spazio è già adesso un dominio strategico. L’Europa ha le competenze e le infrastrutture, ma deve fare il salto decisivo verso unità, interoperabilità e capacità operative condivise. Il tempo della visione è alle spalle, il 2026 deve essere l’anno in cui l’Europa accelera nel rendere concrete le sue ambizioni spaziali.

Sicurezza

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Firenze
nubi sparse
8 ° C
8.6 °
7.1 °
95 %
1.8kmh
75 %
Sab
10 °
Dom
11 °
Lun
11 °
Mar
11 °
Mer
10 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS

Video news