Il Parlamento europeo ribadisce il sostegno all’Ucraina e, nel giorno del quarto anniversario dall’invasione russa del Paese, approva una risoluzione ad hoc in occasione di una seduta plenaria straordinaria. Il testo, proposto dal Partito Popolare Europeo, S&D (socialdemocratici), Ecr (conservatori), Renew (liberali) e Verdi/Alleanza Libera Europea, è stato approvato con 437 voti favorevoli, 82 contrari e 70 astensioni.
La risoluzione odierna ricorda i quattro anni di guerra e ribadisce la condanna dell’aggressione russa come violazione della Carta Onu e del diritto internazionale. Sottolinea e conferma inoltre l’impegno del blocco per una pace giusta e duratura basata sulla sovranità e sull’integrità territoriale dell’Ucraina, oltre ad esprimere piena solidarietà al popolo aggredito.
Responsabilità e crimini: condanna anche per gli alleati di Mosca
La risoluzione ribadisce la più ferma condanna dell’aggressione “brutale, immotivata, ingiustificata e illegale” da parte russa e attribuisce la responsabilità della guerra e dei crimini che ne sono derivati a Mosca e a chi la ha aiutata o la sta aiutando a portarla avanti: Corea del Nord, Iran, Bielorussia, cubani e anche la Cina, “diventata uno dei principali facilitatori dello sforzo bellico grazie al suo sostegno sia economico che nel settore industriale della difesa”.
Particolarmente dura la condanna per l’uso della violenza sessuale, delle deportazioni di massa, delle sparizioni forzate, della tortura e delle esecuzioni sommarie come strumenti di terrore, anche a carico di bambini.
Dalla Crimea al 2026: una guerra iniziata nel 2014
Nel testo si ricorda che la guerra non è iniziata nel 2022, ma nel 2014, con l’occupazione e l’annessione illegali della Crimea e con l’occupazione di parti del Donbass. L’invasione su vasta scala del febbraio 2022 ha segnato dunque un salto di qualità, che si inserisce però in una strategia più ampia definita “imperialista ed espansionistica“.
Secondo la risoluzione, Mosca starebbe dimostrando di non avere alcun reale interesse per la pace. Nonostante l’elevato numero di vittime, la Russia non dà segnali di rallentamento e continua una guerra di attrito. L’avanzata russa, sottolinea il testo, è lenta – tra 15 e 70 metri al giorno dal 2024 – ma estremamente costosa in termini umani. Le forze della Federazione avrebbero subito “circa 1,2 milioni di vittime dall’inizio dell’invasione su vasta scala”, un dato che l’Europarlamento definisce superiore a quello di qualsiasi altra grande potenza dalla Seconda guerra mondiale.
Guerra ibrida e minaccia diretta all’Europa
La risoluzione sottolinea che la guerra di aggressione contro l’Ucraina costituisce una minaccia diretta alla pace, alla stabilità e alla libertà in Europa e nel mondo. Oltre al conflitto sul campo, Mosca viene accusata di aver condotto “deliberati atti di guerra ibrida all’interno del territorio dell’Unione, in particolare negli Stati sul fianco est.
Tra le azioni elencate figurano attacchi informatici, campagne di disinformazione, interferenze elettorali, militarizzazione dell’energia, sabotaggi di infrastrutture critiche, disturbo e falsificazioni dei sistemi globali di navigazione satellitare – incluso il Gps – nonché provocazioni militari come violazioni dello spazio aereo con caccia e droni a lungo raggio.
“Data l’attuale instabile situazione di sicurezza in Europa”, il Parlamento ribadisce l’importanza della presenza della Nato e degli Stati Uniti sul fianco orientale e invita l’Unione e gli Stati membri ad assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza del continente, assicurando che ogni iniziativa europea sia pienamente compatibile con l’Alleanza atlantica.
Pace sì, ma con garanzie di sicurezza solide
Uno dei passaggi centrali della risoluzione riguarda le condizioni per un eventuale accordo di pace. Per il Parlamento europeo, l’obiettivo rimane una pace giusta e duratura, fondata sul diritto internazionale e che rispetti pienamente l’indipendenza, l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina. Ma qualsiasi intesa tra i due Paesi in guerra dovrà essere accompagnata da misure efficaci per monitorare l’attuazione degli impegni e da garanzie di sicurezza credibili e solide, capaci di prevenire e scoraggiare nuove aggressioni.
Una pace imposta attraverso coercizione o concessioni territoriali, si legge nel testo, minerebbe infatti il diritto internazionale, incoraggerebbe ulteriori atti di violenza e rappresenterebbe una minaccia diretta per l’Europa. L’Aula inoltre ribadisce che né l’Unione né i suoi Stati membri riconosceranno i territori ucraini “temporaneamente occupati dalla Russia” come appartenenti a Mosca. Un accordo giusto, sottolinea il testo, dovrà rispettare i confini precedenti al 2014.
Gli eurodeputati chiedono dunque alla Russia di cessare immediatamente tutte le attività militari, di ritirare in modo incondizionato forze e attrezzature militari dall’intero territorio ucraino e di risarcire Kiev per i danni causati a popolazione, infrastrutture e ambiente.
L’Europarlamento prende anche atto degli sforzi compiuti dall’amministrazione statunitense per porre fine alla guerra, ma esprime preoccupazione per il suo approccio che sembra dare priorità ai negoziati a breve termine e al mantenimento della “stabilità strategica” con la Russia piuttosto che puntare a una pace globale, giusta e duratura. Di conseguenza, invita l’Unione e gli Stati membri a continuare a collaborare con gli Usa in quest’ultima direzione.
Infine, l’organo legislativo europeo sottolinea che qualsiasi negoziato con impatto sulla sicurezza europea dovrà coinvolgere, oltre l’Ucraina, l’Ue e i suoi Stati membri, escludendo soluzioni calate dall’alto.
Beni russi congelati
Gli eurodeputati chiedono anche un rafforzamento delle sanzioni contro la Russia e un ulteriore disaccoppiamento energetico. Quanto al primo punto, invocano ulteriori misure severe, come il divieto totale sulle importazioni in corso dalla Russia e dalla Bielorussia e il divieto sui servizi marittimi per tutte le esportazioni energetiche della Federazione.
Quanto al tema energia, l’Aula deplora che sette Stati membri abbiano importato più energia russa nel 2025 rispetto al 2024 e accoglie con favore l’eliminazione graduale delle importazioni di gas naturale e di petrolio russi, esortando allo stesso tempo la Commissione ad estendere il progressivo abbandono ad uranio, uranio arricchito, combustibile e servizi nucleari.
Il testo menziona anche l’utilizzo delle attività russe immobilizzate nell’Unione, per settimane al centro del dibattito europeo. L’Ue detiene circa 210 miliardi di euro in attività della Banca centrale russa, e nel dicembre 2025 il Consiglio ha deciso di vietare temporaneamente qualsiasi trasferimento di tali attività alla Federazione, misura che – secondo il Parlamento – dovrà essere mantenuta finché Mosca continuerà la sua guerra di aggressione.
La risoluzione accoglie poi con favore il prestito da 90 miliardi deciso dal Consiglio lo scorso 18 dicembre per rafforzare le capacità di difesa e la stabilità economica dell’Ucraina. Nell’ambito della proposta, l’Aula invita a utilizzare i saldi di cassa associati ai beni sovrani russi congelati per finanziare un prestito di riparazione che servirebbe a sostenere la difesa e la ricostruzione dell’Ucraina e ad aumentare la pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra.
L’adesione all’Ue come obiettivo strategico
Quanto infine all’adesione di Kiev all’Unione, gli europarlamentari sottolineano che questa è una priorità strategica del blocco. E invitano l’Unione e i suoi Stati membri a prepararsi al futuro allargamento attraverso riforme interne e l’elaborazione di una chiara strategia di allargamento.
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