(Adnkronos) – “Macfrut è più di una fiera, è l’occasione per creare rapporti e rafforzare legami con altri Paesi del mondo. È la prova della nostra capacità di essere all’avanguardia e di rappresentare un’opportunità per lo sviluppo di altre nazioni, come quelle africane o mediorientali”. Con queste parole il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, ha tagliato il nastro della 43ma edizione di Macfrut. Lo ha fatto nel corso del convegno inaugurale, promosso da Anbi (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) sul tema ‘L’ortofrutta, tra competitività e geopolitica’, durante la prima giornata di Fiera al Rimini Expo Centre partita sotto i migliori auspici in fatto di presenze. Al taglio del nastro erano presenti i ministri di quattro Paesi: Camerun (Achille Bassilekin III), Libano (Nizar Hani), Senegal (Mabouba Diagne) e Siria (Amjad Bader).
Il ministro Lollobrigida ha dichiarato: “Siamo qui a Macfrut, la principale fiera della filiera ortofrutticola, settore per il quale abbiamo reso disponibili finanziamenti diretti sulle filiere e sul Pnrr che superano i 2 miliardi, e ne sviluppano quasi 3 di investimenti, e a cui si aggiungono interventi su energia, agrisolare e logistica. Continueremo a lavorare in questa direzione perché è una filiera di qualità e capace di creare ricchezza, lavoro e anche sviluppo. Eventi come questo sono fondamentali per la promozione del Sistema Italia e per rafforzare la presenza sui mercati internazionali. Macfrut è la prova della nostra capacità di essere all’avanguardia e di rappresentare un’opportunità per lo sviluppo di altre nazioni, come quelle africane o mediorientali. Macfrut è più di una fiera, è l’occasione di creare rapporti e rafforzare legami con altri Paesi del mondo”.
Michele De Pascale, presidente Regione Emilia Romagna, ha affermato: “Macfrut è una piattaforma internazionale strategica per l’ortofrutta e per un sistema come quello dell’Emilia-Romagna, che si presenta a questo appuntamento con una filiera organizzata, capace di competere sui mercati e di innovare lungo tutta la catena del valore, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione. Parliamo di un comparto che nel 2025 ha superato 1 miliardo e 446 milioni di euro di valore della produzione, confermandosi una delle leve principali dell’agroalimentare regionale e un punto di forza del nostro sistema economico. È su questa base che la Regione continua a investire in modo concreto, mettendo in campo strumenti e risorse per sostenere la competitività delle imprese, accompagnarne i processi di innovazione e rafforzarne la capacità di stare sui mercati. Interventi che vanno dalla difesa del potenziale produttivo, con i progetti sui ‘Frutteti protetti’, fino all’utilizzo delle risorse europee per sostenere sostenibilità ambientale, sviluppo tecnologico e organizzazione della filiera. Allo stesso tempo, è fondamentale presidiare con forza il livello europeo, perché le scelte che si stanno definendo sulla nuova Politica agricola comune e sull’assetto delle risorse avranno un impatto diretto sul futuro delle nostre imprese. Per questo lavoriamo per difendere il ruolo delle politiche comuni e per garantire condizioni che consentano al settore di continuare a crescere, investire e competere sui mercati internazionali”.
Lorenzo Galanti, direttore generale di Agenzia Ice, ha detto: “Agenzia Ice porta a questa edizione del Macfrut 920 operatori esteri qualificati da oltre 80 Paesi, più del doppio rispetto allo scorso anno. Sono già previsti oltre 5mila incontri B2B tra operatori esteri e aziende espositrici italiane. Si tratta di un vero salto di qualità per una fiera già molto internazionalizzata come il Macfrut, che espone una intera filiera di primaria rilevanza per il nostro export e illustra le ultime tendenze in fatto di innovazione e sostenibilità. L’obiettivo è favorire, con il Maeci e il Masaf, per tutti i segmenti della filiera ortofrutticola, una diversificazione dei mercati di esportazione per far fronte alle sfide di oggi e continuare a esportare l’eccellenza italiana nel mondo”.
Per Patrizio Neri, presidente di Macfrut, “questa è un’edizione che vede una partecipazione internazionale straordinaria, segno di un dialogo che non ha confini”. “L’ortofrutta è un settore strategico del nostro Paese tanto da rappresentare un quarto della nostra produzione agricola nazionale. Macfrut è la vetrina dell’Italia nel mondo, l’evento nel quale tutta la filiera si incontra per fare business e intercettare trend e tendenze in atto. Siamo consapevoli che qui si può disegnare il futuro del settore attraverso a una visione che poggia su tre pilastri: innovazione, sostenibilità e connessione”, ha aggiunto.
Luca Sammartino, assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, partner di Macfrut 2026, ha sottolineato: “L’ortofrutta è uno dei pilastri dell’agricoltura siciliana. Essere a questo evento vuole dire ribadire un impegno concreto per la valorizzazione delle nostre eccellenze sempre più protagoniste del mercato internazionale. Quest’anno la Sicilia è Regione Partner di Macfrut. La Sicilia non è solo la terra delle eccellenze Dop e Igp, dai famosi agrumi al pistacchio, ma è diventata il cuore pulsante della produzione italiana di frutta tropicale. Avocado, mango e papaya ‘made in Sicily’ rappresentano oggi la nuova frontiera dell’agroalimentare regionale, simbolo di un’agricoltura capace di innovare e adattarsi alle sfide climatiche”.
L’inaugurazione è avvenuta nel corso del convegno promosso da Anbi sul tema ‘L’ortofrutta, tra competitività e geopolitica’. Moderato da Micaela Cappellini, giornalista de Il Sole 24 Ore, è stato aperto dai sindaci di Cesena e Rimini, Enzo Lattuca e Jamil Sadegolvah; a seguire i saluti di Patrizio Neri, presidente di Macfrut, e Francesco Vincenzi, presidente Anbi. Il dibattito in due sessioni ha visto gli interventi di Paolo De Castro, presidente Nomisma e del Comitato Tecnico scientifico di Macfrut, Marco Salvi, presidente Fruitmprese, Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Sandro Gambuzza, vicepresidente Confagricoltura, Cristiano Fini, presidente Cia Agricoltori Italiani, Cristian Maretti, presidente Legacoop Agroalimentare, Raffaele Drei, presidente Fedagri, Luigi Scordamaglia, ad Filiera Italia, Luca Sammartino, assessore all’Agricoltura Regione Siciliana, partner di Macfrut 2026, Sergio Marchi, direttore Ismea, Maria Chiara Zaganelli, direttrice Crea, Marco Riccardo Rusconi, direttore Aics, Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice, Michele De Pascale, presidente Regione Emilia-Romagna, e Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e Foreste.
Nel corso del convegno Ersilia di Tullio, responsabile Strategic Advisor Nomisma, ha presentato una indagine su ‘Mercati internazionali e Ortofrutta italiana: una sfida geopolitica, standard di sostenibilità competitività’. Dai dati Nomisma emerge che il settore ortofrutticolo in Italia coinvolge oltre 150mila imprese per una superficie di 887mila ettari. Il valore alla produzione è di 17 miliardi di euro, pari al 26% dell’agroalimentare italiano. L’export di ortofrutta fresca e trasformata nel 2025 è stato di 12,9 miliardi e incide del 18% sul totale dell’agroalimentare.
Negli ultimi sei anni (2020-2025) in doppia cifra è stata la crescita dell’export sia di ortaggi (+38,1%) che della frutta (+37,1%). Riguardo ai mercati l’export del fresco è concentrato prevalentemente nell’Unione europea tanto da incidere dell’83% per gli ortaggi e il 76% per la frutta. L’Italia è all’undicesimo posto mondiale nell’esportazione di ortaggi e al dodicesimo nella frutta fresca. L’indagine ha evidenziato due criticità del settore. Anzitutto l’instabilità geopolitica che incide direttamente sulla continuità e sui costi delle catene logistiche, che per l’ortofrutta fresca sono particolarmente critiche. In secondo luogo il cambiamento climatico e le emergenze fitosanitarie che generano effetti rilevanti sulle produzioni agricole con l’ortofrutta fra le colture più esposte.
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