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Gaza, Israele distrugge lanciarazzi a Khan Younis. Blinken avverte su escalation Libano

(Adnkronos) – Le Forze della difesa israeliana (Idf) hanno riferito di aver colpito e distrutto un lanciarazzi della Jihad Islamica in un rifugio nella cosidetta ‘zona umanitaria’ di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato le Idf spiegando che durante l’operazione sono state adottate misure a tutela dei civili palestinesi.  “Le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza continuano a collocare armi e infrastrutture terroristiche tra la popolazione civile, mettendola in pericolo e usandola come scudo umano”, si legge nella nota delle Idf.  E’ necessario evitare una ulteriore escalation con il Libano della guerra in corso nella Striscia, ha detto intanto il Segretario di Stato americano Antony Blinken incontrando i funzionari israeliani e i consiglieri del premier Benjamin Netanyahu. Lo ha reso noto il Dipartimento di Stato americano spiegando che Blinken ha incontrato il ministro degli Affari Strategici Ron Dermer e il consigliere per la Sicurezza Nazionale Tzachi Hanegbi. Cipro ha intanto rivendicato la sua neutralità rispetto al conflitto tra Israele e Hamas, sottolineando che ”non siamo coinvolti in alcuna guerra”. Lo ha chiarito il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis intervistato dalla tv pubblica CyBc dopo che il Segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah ha minacciato di colpire Cipro nel caso in cui fornisse sostegno a Israele permettendo l’uso dei suoi territori. “Cipro non è coinvolta, e non sarà coinvolta, in alcuna guerra o conflitto”, ha detto alla CyBC Letymbiotis. ”Pertanto, le dichiarazioni del leader di Hezbollah non corrispondono alla realtà”, ha aggiunto. Cipro ha relazioni ”eccellenti” con il Libano e non permetterebbe a nessuno stato di utilizzare il suo territorio per operazioni militari contro un altro, ha dichiarato Letymbiotis. L’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea Josep Borrell ha avuto quindi un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi. Come ha spiegato lo stesso Borrell su ‘X’, il colloquio si è concentrato ”sulla catastrofe in corso a Gaza e sul peggioramento della situazione in Cisgiordania. Condividiamo la profonda preoccupazione sul fatto che sia ancora negato il pieno accesso umanitario” per la popolazione di Gaza, ”che gli ostaggi non siano ancora liberati, che i combattimenti siano ancora in corso, nonostante gli ordini vincolanti della Corte internazionale di giustizia, e che il piano Biden non sia ancora attuato”. Borrell ha aggiunto che ”continueremo a lavorare a stretto contatto per raggiungere il cessate il fuoco, l’accesso umanitario, il rilascio degli ostaggi, il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, la responsabilità e la pace. Attendo con impazienza il Consiglio di associazione Ue-Giordania del mese prossimo per approfondire la nostra cooperazione e partenariato”. “La Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina”. Così si conclude una nota del ministero degli Esteri di Erevan in cui si sottolinea che il Paese del Caucaso ha aderito alle risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza.  Nella nota, rilanciata dalla stampa locale, l’Armenia si dice “sinceramente interessata” alla pace e alla stabilità del Medio Oriente e a una “riconciliazione duratura tra il popolo ebraico e quello palestinese”. Erevan ricorda quindi che “su varie piattaforme internazionali abbiamo sempre sostenuto una soluzione pacifica e globale della questione palestinese e sostenuto il principio dei ‘due Stati’ per la soluzione del conflitto israelo-palestinese”. L’attuazione di questo principio, si conclude la nota, è “l’unico modo per garantire che palestinesi e israeliani possano realizzare le loro legittime aspirazioni. Sulla base di quanto sopra e riaffermando l’impegno nei confronti del diritto internazionale e dei principi di uguaglianza, sovranità e convivenza pacifica dei popoli, la Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina”. Due riservisti delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono stati uccisi e altri tre sono rimasti gravemente feriti in un attacco con colpi di mortaio nel centro della Striscia di Gaza. Lo riferiscono le Idf spiegando che sale a 314 il numero dei soldati uccisi nell’offensiva contro Hamas e nelle operazioni al confine con la Striscia di Gaza, comprese quelle che hanno portato al salvataggio degli ostaggi. Le vittime sono il sergente Omer Smadga, 25 anni, e il sergente Saadia Yaakov Derai, 27 anni.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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