L’inchiesta, chiamata Var e coordinata dalla procura di Lucca, riguarda una nota squadra cittadina, ora in liquidazione giudiziale. I finanzieri del comando provinciale hanno ricostruito dieci anni di gestione del club, esaminando i documenti raccolti presso l’Agenzia delle entrate-Riscossione e ascoltando consulenti fiscali e il curatore della procedura. Ne sarebbe emerso un debito verso l’Erario di circa 2,7 milioni di euro, dovuto al mancato pagamento di imposte e contributi legati a calciatori e dipendenti.
Sotto accusa finisce anche l’operato degli amministratori che si sono succeduti alla guida della società negli anni: una gestione che, secondo gli investigatori, non avrebbe mai versato regolarmente le imposte, aggravando col tempo la situazione economica del club. A complicare ulteriormente le cose sarebbe stata poi la distruzione delle scritture contabili, che avrebbe reso difficile ricostruire con precisione il patrimonio della società e i soldi movimentati negli ultimi anni, rendendo più complicato anche scoprire eventuali operazioni sospette.
Al termine delle indagini sono sei le persone denunciate all’autorità giudiziaria per diverse ipotesi di reato: tra loro ex amministratori del club, un professionista e altre persone che, secondo gli inquirenti, avrebbero avuto un ruolo nella gestione della società.
L’operazione fa parte dell’attività della Guardia di finanza contro le forme più gravi di illegalità economica, a tutela della concorrenza tra le imprese e delle risorse destinate ai servizi pubblici. L’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della società calcistica di Viareggio è ora nella fase delle indagini preliminari.



