FIRENZE – Nessuna perizia psichiatrica per Vasile Frumuzache, il trentatreenne di nazionalità romena accusato del duplice omicidio delle connazionali Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun. La Corte d’Assise ha sciolto la riserva respingendo l’istanza presentata dal legale dell’imputato, l’avvocato Diego Catapano, che puntava a una nuova valutazione sulle condizioni mentali dell’uomo, ex addetto alla vigilanza privata.
La decisione dei giudici si fonda sulla validità della consulenza tecnica già disposta dalla procura di Prato durante la delicata fase delle indagini preliminari. Secondo quell’accertamento, Frumuzache era pienamente capace di intendere e di volere al momento dei due efferati delitti — il primo avvenuto a Montecatini Terme nell’agosto del 2024 e il secondo a Prato nel maggio del 2025 — ed è tuttora in grado di affrontare coscientemente il dibattimento processuale.
Il calendario del processo segna ora una data cruciale: il prossimo 14 maggio. In quell’occasione inizierà ufficialmente la discussione in aula, con le requisitorie dell’accusa e le arringhe dei difensori, in un clima di forte tensione per la gravità dei fatti contestati.
La decisione della Corte chiude di fatto la porta a possibili strategie basate sull’infermità mentale, blindando l’impianto accusatorio che vede nel vigilante l’unico responsabile della morte delle due giovani donne.



