Da oggi (1 ottobre) la bolletta della luce costa il 37,3% in più per circa 3 milioni di persone considerate vulnerabili, cioè più esposte ai rincari. L’aumento è stato deciso dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), l’ente pubblico che fissa le tariffe per chi è rimasto nel servizio di Maggior tutela.
Chi ha già un contratto con un fornitore del mercato libero non subisce questo aumento: continua a pagare quello che prevede il proprio contratto.
Il prezzo sale a 43,43 centesimi per ogni kilowattora consumato, tasse comprese. Il 37,3% però riguarda solo gli ultimi tre mesi dell’anno. Calcolando tutto il 2026, una famiglia con consumi nella media – cioè 2mila kilowattora l’anno e un contatore da 3 kilowatt, il profilo usato da Arera come riferimento – spenderà circa 665 euro, il 9,3% in più dell’anno scorso.
Chi sono i clienti vulnerabili e perché la luce costa di più
Sono considerati vulnerabili chi ha più di 75 anni, chi riceve il bonus sociale, le persone con disabilità riconosciuta dalla legge 104 e chi usa in casa macchinari medici salvavita. Ci sono anche le famiglie che vivono in case d’emergenza dopo un disastro naturale e chi abita in alcune piccole isole. Per sapere se si è coinvolti basta guardare la bolletta: c’è scritto se il contratto è in Maggior tutela o nel mercato libero.
Secondo Arera il motivo principale è che comprare l’elettricità costa di più. Il suo prezzo dipende molto da quello del gas, salito per le tensioni internazionali. Per il gas dei clienti vulnerabili, invece, il prezzo cambia ogni mese e il nuovo valore sarà reso noto nei prossimi giorni.
Quanto si spenderà
Il Codacons ha fatto un calcolo: se i nuovi prezzi restassero uguali per un anno intero, chi consuma 2mila kilowattora spenderebbe circa 236 euro in più, arrivando a quasi 870 euro solo per la bolletta della luce. Aggiungendo il gas il totale sfiora i 2450 euro.
L’associazione dei consumatori Assoutenti fa notare che oggi le persone più fragili pagano più di chi è nel mercato libero e chiede al governo una legge per garantire loro prezzi più bassi.



