Il bosco cresciuto da solo che ora lascerà spazio a un supermercato: il caso di Bosco Ospizio

Su 45mila metri quadrati ne saranno edificati quasi 13mila, previsto il taglio di circa cento alberi

REGGIO EMILIA – Sono iniziati all’alba di ieri (30 settembre) gli abbattimenti a Bosco Ospizio, l’area verde di circa 4,5 ettari lungo la via Emilia destinata a ospitare un nuovo supermercato Conad e una palazzina multiservizi. L’avvio del cantiere è avvenuto con un ampio schieramento di forze dell’ordine, tra reparti in tenuta antisommossa e pattuglie della polizia locale impegnate a gestire il traffico.

I manifestanti presenti ai cancelli hanno opposto una resistenza passiva, senza però riuscire a impedire l’ingresso di operai e mezzi meccanici. Con il passare delle ore la notizia si è diffusa nel quartiere e il presidio è cresciuto fino a contare decine di persone, che hanno seguito le prime fasi degli abbattimenti tra slogan e cori rivolti alle ruspe.

Tra le piante tagliate ci sono anche alberi ad alto fusto. Più volte gli attivisti hanno chiesto di fermare le operazioni, segnalando la presenza di animali selvatici all’interno dell’area recintata e di persone nascoste tra gli arbusti.

 

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Alcuni componenti dell’assemblea del Bosco Ospizio sono riusciti a entrare nel cantiere senza alcuna protezione, nel tentativo di bloccare il taglio degli alberi. Sette persone sono state portate fuori di peso dagli agenti e accompagnate in questura, dove è stata avviata un’indagine per invasione di terreni e violenza privata. La giornata si è comunque chiusa senza disordini.

Il progetto prevede l’edificazione di una parte dell’area, con l’abbattimento di circa un centinaio di alberi e la successiva messa a dimora di nuove piante. A sorprendere gli attivisti è stata soprattutto la tempistica: giovedì 8 ottobre il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sulla richiesta di sospensione dei lavori presentata con un ricorso.

La mobilitazione per Bosco Ospizio andava avanti dal 3 agosto, tra presidi, incontri con l’amministrazione comunale e tende montate nel vicino parco del Campo di Marte 2. L’area, un tempo giardino di una struttura sanitaria poi demolita, era stata acquistata da Conad diversi anni fa e, lasciata a sé stessa, si era trasformata nel tempo in un bosco urbano ricco di specie vegetali.

La protesta si sposta ora nel centro cittadino. Con un post su Instagram, gli attivisti hanno convocato per oggi (1 ottobre) alle 19 un incontro pubblico in piazza Prampolini, aperto a tutta la cittadinanza. “Portiamo il bosco distrutto dentro la città”, si legge nel messaggio, che invita a partecipare anche chi non ha mai frequentato l’area verde.

In attesa della decisione dei giudici, a Bosco Ospizio gli attivisti annunciano che continueranno a opporsi alle prossime fasi del cantiere.

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