MILANO – Un altro no per Mario Roggero. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile la richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa del gioielliere di Grinzane Cavour, in Piemonte. L’uomo è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo, che nel 2021 avevano assaltato il suo negozio.
La decisione è stata presa dai giudici Bortolato e D’Elia, insieme agli esperti Bisconti e Morante, e depositata giovedì mattina. È la stessa linea seguita dal Tribunale di Sorveglianza di Torino, che si era già espresso in modo simile lo scorso 14 settembre. Contro quella prima decisione la difesa del 72enne, seguita dall’avvocato Stefano Marcolini, ha già annunciato ricorso in Cassazione.
Per i giudici milanesi, il differimento della pena legato a una domanda di grazia si può concedere solo se la persona non ha ancora iniziato a scontare la condanna. Non è il caso di Roggero, che si trova detenuto nel carcere di Bollate da luglio, dopo essersi costituito. Il differimento della pena permette a chi ha ricevuto una condanna definitiva di rimandare l’ingresso in carcere o la continuazione della detenzione. È obbligatorio per le donne incinte o con figli piccoli, mentre diventa facoltativo in caso di gravi problemi di salute o mentre si aspetta una risposta a una domanda di grazia. È proprio questa la strada scelta dai legali di Roggero.
Alla richiesta di grazia, inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, era allegata anche una lettera della moglie del gioielliere, Mariangela Sandrone. Nella lettera la donna descriveva la condanna come troppo pesante, vista l’età avanzata del marito.
Con questo nuovo rifiuto, la situazione del 72enne non cambia: resta in carcere a Bollate. La partita si sposta ora davanti alla Corte di Cassazione, che dovrà decidere sul ricorso già annunciato dalla difesa.



