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venerdì 30 Settembre 2022
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Caro bollette, i Comuni toscani giovedì 10 febbraio spengono le luci

Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana: "Il rischio è non riuscire a chiudere i bilanci di previsione senza tagliare i servizi ai cittadini. Il Governo rallenti le procedure di morosità"

FIRENZE – “Aderiamo con convinzione all’iniziativa contro il caro bollette, che vedrà tutti i Comuni italiani spegnere le luci di un monumento simbolo della loro città. Come amministratori toscani vogliamo mandare un segnale chiaro al Governo sulla necessità di ulteriori trasferimenti per coprire queste spese. Proprio un nostro Comune, quello di Rapolano Terme, aveva per primo annunciato questa forma di protesta simbolica”. È unanime il Direttivo di Anci Toscana, presidente il sindaco di Prato Matteo Biffoni nel condividere ‘Luci spente nei Comuni’, la manifestazione di Anci, presidente nazionale il sindaco di Bari Antonio Decaro, che si tiene giovedì 10 febbraio 2022 alle ore 20 in tutte le città d’Italia. Trenta minuti di buio di un monumento simbolo di ogni città italiana o di un luogo particolarmente rappresentativo. L’Anci stima per le amministrazioni comunali un aggravio di almeno 550 milioni di euro, su una spesa complessiva annua per l’energia elettrica che oscilla tra 1,6 e 1,8 miliardi di euro. Per la Toscana si tratta di oltre 30 milioni di euro, come evidenzia Anci Toscana, direttore Simone Gheri.
Sottolinea il presidente Matteo Biffoni, sindaco di Prato: “L’aumento dei costi dell’energia che colpisce imprese e cittadini rappresenta la priorità di lavoro ma è indubbio che questi rincari sono assolutamente insostenibili anche per i Comuni. Il rischio è quello di non riuscire a chiudere i bilanci di previsione senza intervenire su tariffe e servizi per poter pagare le bollette. E’ una prospettiva che gli enti locali, dopo le generali difficoltà della pandemia, non possono neppure prendere in considerazione. Al Governo chiediamo anche un rallentamento sulle procedure di morosità”. Il presidente nazionale Anci Antonio Decaro: “Le risposte dal Governo alle nostre richieste non sono sufficienti. Evidentemente non si percepisce il rischio che questa crisi si ripercuota negativamente sui bilanci degli enti locali e di conseguenza, soprattutto, sulla possibilità di erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini. Speriamo che con questa iniziativa si possa comprendere a quali rischi si va incontro se non si interverrà presto con un sostegno adeguato a coprire almeno tutti gli aumenti previsti in questi mesi. Non vorremmo ritrovarci ancora una volta a dover scegliere tra salvaguardare gli equilibri di bilancio e erogare servizi ai cittadini”.

© Riproduzione riservata

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