FIRENZE – Diventa definitiva la confisca di beni per 292.521 euro nei confronti di un imprenditore del settore edile, ex amministratore di una società con sede a San Casciano in Val di Pesa. L’intervento è stato eseguito a Greve in Chianti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, in attuazione di un provvedimento firmato dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello capoluogo.
Il provvedimento patrimoniale rappresenta la conclusione dell’iter giudiziario legato al reato di omesso versamento dell’Iva. L’imprenditore era stato condannato dal Tribunale di Firenze con sentenze successivamente confermate in via irrevocabile dalla Corte d’Appello per il mancato versamento dell’imposta per un importo corrispondente a quello oggetto della misura ablativa.
Le indagini, svolte dagli specialisti del Gico, hanno ricostruito la mappa dei beni riconducibili all’indagato. Gli accertamenti economico-finanziari sono stati estesi ai familiari, ai conviventi e alle strutture societarie collegate, applicando i principi previsti dalla normativa antimafia per individuare le disponibilità patrimoniali aggredibili.
I beni sottratti ed entrati stabilmente nel patrimonio dello Stato comprendono tre terreni situati nel comune di Greve in Chianti, le giacenze depositate su conti correnti bancari e postali e una serie di quote di partecipazioni in società a responsabilità limitata. Queste ultime, con sedi tra Greve in Chianti e San Casciano in Val di Pesa, risultano attive nei comparti immobiliare, delle costruzioni e dei servizi.
L’operazione rientra nel quadro del protocollo d’intesa operativo siglato nel dicembre 2025 tra il Comando Regionale della Guardia di Finanza e la Procura Generale di Firenze, finalizzato a velocizzare il recupero dei crediti erariali e il sequestro dei patrimoni accumulati da soggetti condannati in via definitiva.



