FIRENZE – La Città Metropolitana di Firenze ha confermato lo stanziamento di un milione di euro derivante da fondi propri per finanziare il Bonusback Tpl nel 2026. L’agevolazione è rivolta agli studenti delle scuole superiori e prevede un rimborso economico in grado di coprire fino al 60% della spesa sostenuta per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, validi sia per i viaggi su gomma che su ferro. Dal perimetro dell’iniziativa restano esclusi i ragazzi residenti nel comune capoluogo, per i quali l’amministrazione prevede misure di sostegno differenti.
Il meccanismo per ottenere il contributo richiede alle famiglie di acquistare inizialmente il titolo di viaggio, con validità trimestrale o annuale, pagando la tariffa intera. In una seconda fase, compresa tra il 1° ottobre e il 30 novembre, gli interessati dovranno inoltrare la richiesta tramite un modulo online. La quota spettante verrà poi riaccreditata direttamente sul conto corrente bancario entro il mese di febbraio 2027. Le istruzioni dettagliate per l’accesso al portale saranno diffuse a breve dall’ente metropolitano.
L’operazione ha ricevuto il via libera del Consiglio della Città Metropolitana attraverso l’approvazione dell’ultima variazione di bilancio. Sul piano politico, la misura è passata con i voti favorevoli di Pd, Uniti per la Città Metropolitana e Territori beni comuni. Si è registrata l’astensione della lista Territori al centro, mentre il gruppo di opposizione Centrodestra e Civici per il cambiamento ha espresso voto contrario.
La consigliera delegata Alessandra Innocenti ha inquadrato l’investimento all’interno del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), evidenziando la coincidenza del voto con la European Mobility Week. Nel corso del 2025, con le medesime soglie di rimborso, hanno usufruito del servizio circa cinquemila studenti.
L’iniziativa si muove su un doppio binario, unendo il sostegno al reddito familiare alla tutela ambientale. “Le ricadute positive di questa nostra decisione sono molteplici”, ha commentato la sindaca Sara Funaro. L’obiettivo è “abbassare l’impatto delle spese del trasporto scolastico sul budget familiare per chi ha figli alle superiori, incentivare la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico nelle nuove generazioni, ridurre il traffico dei mezzi privati e così l’inquinamento e il traffico nell’area metropolitana”. Una scelta che la prima cittadina definisce come un modo per “premiare il comportamento virtuoso degli studenti che scelgono il trasporto pubblico”.



