FIRENZE – La protesta dei lavoratori entra nel vivo nella settimana di Pasqua, con sciopero e presidio permanente davanti al museo simbolo della città. I lavoratori coinvolti, sostenuti dai sindacati di base, contestano le condizioni contrattuali e chiedono la stabilizzazione dopo anni di impiego nei servizi di accoglienza e biglietteria.
La mobilitazione è scattata nei giorni successivi al cambio di appalto per la gestione dei servizi museali, passati alla società CoopCulture. Secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali, molti lavoratori storici sarebbero rimasti senza contratto e senza stipendio da mesi, nonostante una lunga esperienza maturata all’interno del complesso museale.
Durante la giornata di sciopero, i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti agli Uffizi, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione almeno fino a Pasquetta. Nel frattempo, denunciano un peggioramento generale delle condizioni di lavoro per chi è rimasto in servizio, con turni prolungati e organizzazione ritenuta poco sostenibile.
Al centro della protesta c’è anche la questione delle nuove assunzioni. I sindacati segnalano che, parallelamente all’esclusione dei lavoratori storici, sarebbero stati attivati contratti più flessibili, tra cui forme a chiamata, considerate insufficienti a garantire stabilità e continuità occupazionale.
Secondo i rappresentanti delle sigle coinvolte, tra cui Usb Firenze e Sudd Cobas, la situazione avrebbe effetti anche sul servizio offerto ai visitatori. In un periodo di forte afflusso turistico come quello pasquale, vengono segnalate file prolungate e criticità nell’organizzazione degli ingressi, elementi che rischiano di incidere sull’esperienza complessiva del pubblico.
I lavoratori chiedono l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione Toscana e con il Ministero della Cultura, per affrontare il tema della continuità occupazionale negli appalti museali. La richiesta principale resta quella del reinserimento dei precari storici e dell’avvio di percorsi di stabilizzazione.



