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Gemelli nati con 28 settimane di gestione: l’incredibile storia dall’Ospedale San Paolo di Savona

I medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo di Savona sono riusciti a tenere in vita due gemelli nati dopo appena 28 settimane di gravidanza. Quella andata in scena all’ospedale ligure è stata una corsa contro il tempo, lo stesso tempo che era mancato durante la gestazione, durata 12 settimane in meno rispetto alle ordinarie 40.

La mamma dei gemellini è arrivata in ospedale con un parto imminente e con entrambi i feti in posizione podalica: i feti si trovavano con i glutei o i piedi rivolti verso il basso, mentre la testa era rivolta verso l’alto, il che ha reso ancora più difficile l’operato dei medici. Accertata l’impossibilità di procedere a un trasferimento in sicurezza prima del parto, le équipe sanitarie coinvolte hanno avviato un confronto operativo continuo. 

L’estrema prematurità del parto ha richiesto un immediato inquadramento multidisciplinare e decisioni rapide.

Il cesareo d’urgenza

La risolutezza non è mancata all’équipe guidata dal dottor Volpi, che ha deciso di procedere con un taglio cesareo d’urgenza, in sinergia con i colleghi del Gaslini Diffuso, una rete che porta l’eccellenza pediatrica genovese anche nei presidi periferici (un punto delicato della sanità italiana) e con la Terapia intensiva neonatale dell’Istituto Giannina Gaslini.

Fondamentale per riuscire nell’impresa di salvare i due gemellini è stato il coordinamento tra diversi strutture e professionisti di vari campi.

Sul posto, infatti, è intervenuta anche l’équipe pediatrica-neonatologica savonese, coordinata dalla neonatologa Valeria Musso, insieme al dottor Alberto Gaiero. Intanto, è scattato l’allarme per il Servizio di trasporto emergenza neonatale (Sten): da Genova sono partiti il dottor Paolo Massirio, la dottoressa Alessia Pepe e l’infermiera Elena Balino, pronti a gestire il trasferimento protetto dei due piccoli. I gemelli sono nati in buone condizioni se confrontate all’estrema prematurità del parto. I piccoli sono stati immediatamente presi in carico dall’équipe medico-infermieristica pediatrica di Savona, che ha fornito il primo supporto respiratorio.

Le condizioni di salute dei gemelli

Nelle ore successive al trasferimento, i gemelli sono stati estubati e ricoverati presso la Terapia Intensiva Neonatale dell’Istituto Gaslini. Pesavano rispettivamente di 1.220 e 1.350 grammi. Un intervento complesso che testimonia l’importanza della collaborazione tra strutture e professionalità diverse, a tutela della salute delle madri e dei neonati anche nelle situazioni più critiche.

L’importanza del coordinamento in una sanità che arranca

Il caso dei due gemellini mette in risalto il ruolo prezioso del coordinamento, che riesce a colmare le lacune di un Ssn in affanno.

Riportato dall’Unione Monregalese, Luca Ramenghi, direttore della Patologia Neonatale e Terapia Intensiva Neonatale dell’Istituto Giannina Gaslini sottolinea: “Il Servizio di trasporto di emergenza neonatale rappresenta uno strumento fondamentale nell’organizzazione della rete perinatale regionale, ma la sua efficacia si consolida grazie al lavoro in rete con i poli del Gaslini Diffuso e le neonatologie di tutta la Liguria. Disporre di équipe formate e pronte ad agire anche nei presidi periferici fa realmente la differenza nei casi complessi, soprattutto in presenza di un’alta prematurità. La sinergia tra ospedali consente di garantire stabilizzazione, continuità assistenziale e trasferimenti sicuri verso il centro di riferimento, offrendo ai bambini, anche più critici, come i pretermine di alto grado, fin dai primi istanti di vita”.

Monica Cirone, coordinatrice di Area 2 ha aggiunto: “Desidero ringraziare tutte le professioniste e i professionisti coinvolti – medici, ostetriche, infermieri e operatori sanitari – per la competenza, la prontezza e il senso di responsabilità dimostrati in una situazione improvvisa e ad alta complessità”. “Episodi come questo – ha confermato Cirone – testimoniano il valore del lavoro di squadra e dell’integrazione tra strutture della rete regionale, a tutela della sicurezza della madre e dei bambini”.

Trasporto neonatale d’emergenza: come funziona il coordinamento tra le regioni?

Le attuali politiche sanitarie regionali per la gestione delle nascite pretermine (come quella gemellare a 28 settimane) si fondano sul modello organizzativo Hub & Spoke e sul Servizio di trasporto emergenza neonatale (Sten).

La normativa prevede una gerarchizzazione dei punti nascita: i casi complessi devono essere centralizzati negli Hub (centri di II livello dotati di Terapia Intensiva Neonatale – Tin), mentre gli Spoke (I livello) gestiscono le gravidanze fisiologiche, ovvero a basso rischio.

Il “gold standard” clinico resta il trasporto in utero (il trasferimento della madre presso un Hub prima del parto), che riduce drasticamente mortalità e danni neurologici nei prematuri gravi. Tuttavia, quando il parto è imminente come nel caso di Savona o imprevedibile in una sede periferica, si attiva lo Sten: un’unità mobile di terapia intensiva (ambulanza con termoculla e ventilatore) parte dall’Hub con un team specializzato (neonatologo e infermiere esperto), raggiunge lo Spoke per stabilizzare i neonati “sul posto” e trasferirli in sicurezza alla Tin di riferimento.

La criticità maggiore resta l’applicazione a macchia di leopardo: essendo la sanità competenza regionale (in base all’articolo 117 della Costituzione), l’efficienza della rete varia sensibilmente, con Regioni che garantiscono un servizio Sten dedicato h24 e altre che faticano a coprire le aree interne. Questo gap strutturale influisce direttamente sulle percentuali di sopravvivenza.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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