14.9 C
Firenze
venerdì 13 Febbraio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Referendum in Svizzera, tetto alla crescita della popolazione a 10 milioni

La soglia dei dieci milioni è diventata una linea di frattura politica. Il 14 giugno la Svizzera voterà su un’iniziativa costituzionale che impone un tetto alla popolazione residente permanente entro il 2050. La proposta, depositata dall’Unione Democratica di Centro (UDC), arriva in un momento di crescita sostenuta: 9,1 milioni di abitanti alla fine del terzo trimestre 2025, secondo l’Ufficio federale di statistica.

Il tema è l’immigrazione. Non in astratto, ma come variabile numerica da contenere per via costituzionale. Il testo “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)” stabilisce che la popolazione residente permanente – cittadini svizzeri e stranieri con permesso di soggiorno – non possa superare i 10 milioni entro il 2050. Se prima di allora si raggiungesse quota 9,5 milioni, Governo e Parlamento sarebbero obbligati ad adottare misure restrittive su asilo, ricongiungimenti familiari e rilascio dei permessi.

Cosa succede se la Svizzera supera la soglia dei 10 milioni

L’iniziativa introduce un automatismo giuridico. Raggiunta la soglia intermedia prevista dal testo, l’esecutivo sarebbe tenuto a intervenire sul piano legislativo per contenere l’aumento dei residenti. Tra le leve indicate: limitazioni più severe sull’asilo, freni al ricongiungimento familiare, revisione delle ammissioni provvisorie, alle quali non sarebbe più riconosciuto un diritto di soggiorno duraturo.

Se la popolazione dovesse oltrepassare il limite dei 10 milioni, prima o dopo il 2050, il testo prevede misure ancora più incisive, fino alla disdetta di trattati internazionali che favoriscono la crescita demografica. In primo luogo, l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione europea, pilastro dei rapporti bilaterali tra Berna e Bruxelles. La Svizzera non è membro dell’Ue, ma partecipa al mercato unico attraverso oltre 120 accordi settoriali che regolano commercio, trasporti, ricerca e mobilità.

La campagna dell’UDC lega il tema demografico a questioni materiali: costo della vita, pressione sugli affitti, saturazione delle infrastrutture, sicurezza. In un messaggio pubblicato su X, il partito ha annunciato la data del voto sostenendo che “una piccola élite economica trae vantaggio da un’immigrazione eccessiva, mentre la maggioranza della popolazione svizzera ne subisce le conseguenze”.

https://x.com/UDCch/status/2021603086737756260

La replica alle organizzazioni imprenditoriali è stata altrettanto diretta. Dopo le prese di posizione di Economiesuisse e dell’Unione patronale svizzera contro l’iniziativa, l’UDC ha accusato i vertici economici di essere distanti dalle preoccupazioni diffuse e di privilegiare l’accesso a manodopera straniera rispetto agli effetti sociali dell’espansione demografica.

Oltre 200mila arrivi in un anno

Secondo i dati ufficiali, circa il 30% della popolazione residente è nata all’estero. La crescita degli ultimi anni è stata trainata in larga parte dal saldo migratorio. Nel 2025 sono immigrate in Svizzera circa 165.000 persone nell’ambito della migrazione ordinaria per lavoro o ricongiungimento, secondo le statistiche provvisorie della Segreteria di Stato della migrazione (SEM); a queste si aggiungono 25.781 richiedenti asilo e 12.897 persone ammesse con statuto di protezione S, quest’ultimo il regime temporaneo per gruppi in fuga da conflitti attivato dalla SEM. Complessivamente si tratta di oltre 200.000 arrivi in un solo anno (una quota pari a poco più del 2% della popolazione svizzera), secondo le stime provvisorie della SEM per il 2025.

Per il partito “numeri di questa portata non sono più sostenibili per il nostro piccolo Paese” e che “la Svizzera non può integrare 200.000 persone ogni anno”. Nel testo diffuso contro le associazioni economiche si legge inoltre: “Lavoratori, SÌ – approfittatori dell’asilo e criminali, NO!”. L’UDC sostiene di non voler ostacolare l’ingresso di manodopera qualificata, ma di voler distinguere tra migrazione economica e flussi legati all’asilo o a forme di ricongiungimento familiare considerate eccessive.

Dal lato opposto, le organizzazioni economiche mettono in guardia sulle conseguenze per il sistema produttivo. La Svizzera dipende in misura significativa da manodopera straniera in settori chiave: sanità, edilizia, alberghiero-ristorazione, università e ricerca. L’intesa con Bruxelles in vigore dal 2002 ha consentito negli ultimi due decenni un accesso relativamente fluido a lavoratori provenienti dall’area Ue. Un’eventuale disdetta attiverebbe la cosiddetta clausola ghigliottina, con la caduta automatica di altri accordi bilaterali collegati.

Crisi demografica, l’Ue punta sui migranti, la Cina sui robot

Tra demografia e urne

Il sistema politico svizzero consente di sottoporre a voto popolare una modifica costituzionale con la raccolta di almeno 100.000 firme in 18 mesi. L’UDC ha superato la soglia, imponendo la consultazione del 14 giugno. Il Consiglio federale, organo esecutivo collegiale composto da sette membri, ha raccomandato di respingere il testo, posizione condivisa dalla maggioranza parlamentare. L’UDC è l’unico partito rappresentato nel governo ad appoggiare l’iniziativa.

Non è la prima volta che il partito tenta di intervenire sulla libera circolazione e sull’asilo attraverso il voto popolare. Nel 2016 una proposta per l’espulsione automatica di stranieri condannati per determinati reati è stata respinta. Nel 2020 un’iniziativa per porre fine alla libera circolazione con l’Ue non ha ottenuto la maggioranza dei consensi. La nuova proposta adotta una strategia diversa: fissare un limite numerico e subordinare a quel vincolo le politiche migratorie e gli impegni internazionali.

Le proiezioni demografiche dell’Ufficio federale di statistica indicano un progressivo invecchiamento della popolazione, con un aumento della quota di over 65 nei prossimi decenni. Il contributo dei lavoratori stranieri in età attiva ha finora sostenuto il rapporto tra popolazione occupata e beneficiari dei sistemi sociali. Il voto del 14 giugno si inserisce in questo equilibrio delicato tra crescita economica, fabbisogni demografici e gestione dei flussi migratori, con implicazioni che travalicano la cifra dei dieci milioni e investono l’assetto dei rapporti tra Svizzera ed Europa.

Mondo

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Firenze
nubi sparse
14.9 ° C
15.5 °
13.7 °
62 %
0.9kmh
40 %
Ven
15 °
Sab
11 °
Dom
15 °
Lun
13 °
Mar
14 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS

Video news