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Kallas invoca un pilastro europeo della Nato, ma Rutte frena: “Senza Usa l’Ue non può difendersi”

Serve una Nato più europea, perché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha “scosso le relazioni transatlantiche dalle fondamenta”. A dirlo è (non unica, in verità) l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, intervenuta oggi a Bruxelles alla conferenza annuale dell’Agenzia europea per la difesa (Eda) dal quanto mai calzante titolo ‘To be ready. Together. Now and tomorrow – Delivering on European Defence Readiness 2030’.

“L’Europa non è più il centro di gravità primario di Washington”

“Voglio essere chiara: vogliamo forti legami transatlantici. Gli Stati Uniti rimarranno partner e alleati dell’Europa. Ma l’Europa deve adattarsi alle nuove realtà. L’Europa non è più il centro di gravità primario di Washington”, ha sottolineato la capa della diplomazia del blocco, aggiungendo anche che “nessuna grande potenza nella storia ha esternalizzato la propria sopravvivenza ed è sopravvissuta”.

Il cambiamento in corso è “strutturale”, ha avvisato Kallas, secondo cui “la Russia rimarrà la minaccia principale per i prossimi anni“, e anche “la Cina rimane una minaccia a lungo termine”. L’Europa deve prenderne atto. La Big Picture in cui si inserisce l’intervento della funzionaria estone è nota anche a chi non segue da vicino la politica internazionale. Dal suo ritorno alla Casa Bianca Donald Trump ha preso a picconate l’ordine internazionale, tanto che se ne sta ormai cantando il De Profundis, e messo in seria discussione l’Alleanza Atlantica: i due pilastri globali post Seconda Guerra Mondiale. “Il rischio di un ritorno in piena regola a una politica di potere coercitiva, a sfere di influenza e a un mondo in cui la ragione è dettata dalla forza, è molto reale”, ha affermato Kallas.

L’ultimo atto della frattura con gli amici europei si è consumato questo gennaio, quando le pretese del tycoon di ottenere la Groenlandia, pagandola o con mezzi militari, sono diventate una minaccia concreta, tra post provocatori, dichiarazioni bellicose e annunci di dazi punitivi. Al World Economic Forum di Davos la scorsa settimana Trump ha poi raffreddato la tensione affermando che non userà la forza e annunciando un “soddisfacente (almeno per lui)” accordo col segretario generale della Nato Mark Rutte (Rutte ha confermato all’Europarlamento di non avere “alcun mandato per negoziare a nome della Danimarca, quindi non l’ho fatto e non lo farò”).

Un pilastro europeo della Nato

Ma ormai qualcosa è cambiato: gli europei hanno preso infine atto che gli Usa non sono più amici affidabili, e che il loro ruolo della Nato deve adeguarsi al nuovo corso trumpiano. D’altronde gli Usa da tempo stanno spostando i propri interessi verso l’Indo-Pacifico e quello che considerano il (nuovo) avversario, ovvero la Cina. Non a caso di pilastro europeo della Nato se ne parla da un po’, ma come prima cosa il blocco deve ridurre la sua dipendenza – durata 80 anni – dalla protezione militare degli Usa.

Kallas ha ribadito che gli sforzi dell’Ue dovrebbero “rimanere complementari” a quelli dell’alleanza, ma anche che, “soprattutto ora che gli Stati Uniti stanno puntando oltre l’Europa, la Nato deve diventare più europea per mantenere la sua forza”. E ha aggiunto una dichiarazione che è ormai diventata un leitmotiv: “L’Europa deve agire”.

La spinta verso un pilastro europeo della Nato è condivisa dal commissario alla Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius, pure intervenuto all’Eda. Kubilius ha sottolineato: “Non servono solo priorità nazionali, ma anche priorità europee”, perché alcune capacità, soprattutto quelle da cui l’Europa dipende ancora fortemente dagli Stati Uniti, “possono essere sviluppate solo insieme”. Capacità come “il trasporto aereo strategico, il rifornimento in volo, la difesa missilistica, lo spazio, l’intelligence, il comando e controllo”, che oggi si svolgono all’interno dell’Alleanza e che richiedono “un rafforzamento europeo”, ha precisato.

L’Ue aumenta le spese per la difesa

Nel giugno 2025, al vertice Nato de L’Aja, i Paesi del blocco, con l’eccezione della Spagna, si sono impegnati a portare al 5% del Pil le spese per la difesa entro il 2035, andando incontro alle pressanti richieste di Trump, che a giorni alterni minaccia di uscire dall’Alleanza e di disimpegnarsi dal Vecchio Continente.

La Commissione dal canto suo ha lanciato alcune iniziative, come Readiness 2030, mirate a mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa, tra cui un meccanismo di prestiti dedicato alla Difesa, il Safe (Security Action for Europe), che dovrà mettere in campo 150 miliardi di euro, e si è tornati a parlare di un esercito europeo. Molti Paesi inoltre stanno reintroducendo forme di leva più o meno volontaria, e la Germania – decisione storica – ha deciso di fare debito per ricostruire la più grande forza militare convenzionale del continente.

Rutte: “Ue non può difendersi senza Usa, no al pilastro europeo della Nato”

Chi non è d’accordo su un pilastro europeo della Nato è Rutte che lunedì, rivolgendosi alle commissioni Difesa e sicurezza (Sede) e Affari esteri (Afet) del Parlamento Europeo, ha detto chiaro e tondo: “Se qualcuno pensa qui (…) che l’Unione Europea o l’Europa nel suo complesso possano difendersi senza gli Stati Uniti, continui a sognare. Non è possibile“.

Un pilastro europeo dell’Alleanza è una parola un po’ vuota“, ha detto l’olandese, sostenendo che un esercito europeo creerebbe “molte duplicazioni” con l’alleanza e che “Putin ne sarà entusiasta. Quindi ripensateci”.

Rutte ha anche avvisato che lo sforzo economico richiesto è ingente: l’Europa dovrà raddoppiare i suoi obiettivi di spesa, arrivare al 10% del Pil, per permettersi i “miliardi e miliardi di euro” necessari a sostituire il deterrente nucleare americano.

Posizioni distanti

Ma allora cosa deve fare l’Europa? Per il segretario dell’Alleanza, deve puntare sui propri punti di forza per generare finanziamenti e semplificare le normative, con l’obiettivo di far crescere l’industria della difesa. E quanto al prestito di 90 miliardi di euro concesso all’Ucraina in larga parte per acquistare armi, di cui l’Europarlamento ha chiesto l’accelerazione la scorsa settimana, l’Ue dovrebbe consentire che Kiev compri dagli Usa, gli unici che possano fornire ciò che serve. Una richiesta che cozza con la proposta della Commissione di “comprare europeo” e rivolgersi a terzi solo in caso di “bisogno urgente” o “non esista un’alternativa”.

Insomma, le posizioni tra il blocco e il segretario dell’Alleanza sembrano piuttosto lontane. Rutte, spesso criticato per la sua condiscendenza, al limite dell’adulazione, nei confronti di Trump – un esempio sono i messaggi di testo inviati al tycoon chiamandolo ‘Daddy’, ‘paparino’ -, ritiene che tenerlo dentro sia l’unico modo per salvare l’alleanza. Gli europei invece valutano che tutta la costruzione traballi e che, di fronte all’imprevedibilità del capo della Casa Bianca – che si inserisce però in un più duraturo spostamento degli interessi americani – occorra prepararsi.

Per Rutte comunque “gli Stati Uniti hanno bisogno della Nato“, anche se la scorsa settimana Trump ha sostenuto che l’Alleanza non si muoverebbe per gli Usa. Eppure, sono proprio gli Stati Uniti gli unici ad aver attivato il famoso art. 5 dello Statuto, che prevede l’obbligo di mutua assistenza collettiva: accadde in seguito all’11 settembre, e i 31 Paesi amici si mobilitarono, registrando anche diversi morti in Afghanistan in missioni di supporto a Washington.

Kubilius: “In difesa l’Europa è un gigante addormentato”

In definitiva, “quando si tratta di difesa, anche l’Europa è un gigante. Ma un gigante addormentato“, ha affermato Kubilius. “Insieme dobbiamo svegliare il gigante. Unendo i nostri sforzi. Essendo pronti a combattere, non come una somma di 27 Stati, ma a combattere come Europa“, ha continuato.

“In un mondo di giganti, anche noi dobbiamo diventare giganti. Un gigante gentile: che promuove il diritto internazionale e la cooperazione. Ma comunque un gigante forte. Quindi, nel prossimo anno lavoriamo insieme e rendiamo l’Europa un gigante nella nostra difesa: unita, indipendente e forte”, ha concluso Kubilius.

Politics

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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