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Le comunicazioni europee intercettate dalla Russia: l’allarme dell’intelligence sui satelliti

Due veicoli spaziali russi avrebbero intercettato le comunicazioni di diversi importanti satelliti europei. Lo riporta il Financial Times, citando funzionari dell’intelligence europea, secondo i quali tali violazioni non rischiano solo di compromettere informazioni sensibili trasmesse dai satelliti, ma potrebbero anche consentire a Mosca di manipolarne le traiettorie fino a provocarne la perdita di controllo o, anche, la caduta sulla Terra.

Manovre sospette

Luch-1 e Luch-2, questi i nomi dei due velivoli russi, non hanno una missione ufficialmente dichiarata. Secondo le valutazioni dell’intelligence occidentale, sarebbero impiegati in attività di signals intelligence (SIGINT), ovvero nell’intercettazione di segnali radio, dati e comunicazioni, oltre che nell’osservazione ravvicinata di altri satelliti in orbita geostazionaria (GEO).

Negli ultimi anni entrambi gli oggetti spaziali hanno compiuto ripetute manovre considerate sospette, e da tempo i Paesi occidentali li stanno osservando. In particolare, Luch-1 e Luch-2 avrebbero effettuato avvicinamenti ravvicinati e prolungati ad alcuni dei più importanti satelliti geostazionari europei, che forniscono servizi essenziali al continente, Regno Unito incluso, oltre a grossa parte dell’Africa e del Medio Oriente. In diversi casi, questi avvicinamenti sarebbero durati settimane.

I satelliti coinvolti

Secondo i dati di Slingshot Aerospace, società statunitense specializzata nel tracciamento di oggetti spaziali tramite sensori terrestri e intelligenza artificiale, riportati dal quotidiano britannico, dal 2023 – anno del suo lancio – Luch-2 si sarebbe avvicinato a 17 satelliti europei impiegati per scopi commerciali, governativi e, in alcuni casi, per comunicazioni militari

Tra i satelliti intercettati ci sarebbero Intelsat 39, fondamentale per telecomunicazioni, internet satellitare, video broadcasting e supporto a reti mobili, che dal 2019 copre Europa, Africa, Asia; gli Eutelsat, che servono Tv satellitare, banda larga e connettività governativa e aziendale, costituendo dunque una infrastruttura critica, e SES-5, che opera per le comunicazioni civili e governative, talvolta dual-use (ovvero a uso civile ma che impiegabile anche per per scopi militari), coprendo Europa, Africa e Medio Oriente.

Cosa rischia l’Europa

Il problema, segnala uno dei funzionari anonimi citati dal Financial Times, è che le informazioni sensibili non sono criptate, poiché molti satelliti sono stati lanciati anni fa senza computer di bordo avanzati o capacità di crittografia. Questo rende i velivoli europei vulnerabili non solo all’intercettazione dei dati, ma anche a potenziali tentativi di presa di controllo, qualora venissero acquisiti i codici di comando.

Secondo i funzionari citati dal Financial Times, è improbabile che Luch-1 e Luch-2 possano distruggere direttamente i satelliti europei. Tuttavia, potrebbero aver fornito a Mosca informazioni su come farlo, sia da terra sia dallo spazio. In particolare, la Russia potrebbe aver intercettato il collegamento di comando tra i satelliti e i centri di controllo a terra. Se così fosse, la Federazione potrebbe riuscire a inviare comandi falsi per l’uso dei propulsori che regolano l’orbita, con il rischio di disallineare i satelliti, farli andare alla deriva oppure, potenzialmente, provocarne lo schianto sulla Terra.

Il Financial Times riferisce inoltre che Luch-1 potrebbe non essere più operativo: il 30 gennaio, telescopi terrestri hanno osservato quella che appariva come una colonna di gas proveniente dal satellite e sua una possibile frammentazione parziale. Ma cambierebbe poco: nel 2025 la Russia ha lanciato altri due satelliti, Cosmos 2589 e Cosmos 2590, dotati di funzioni analoghe, segno di un’intensificazione dell’attività di ricognizione spaziale.

Ricordiamo che la Terra è circondata da oltre 500 satelliti geostazionari, collocati a circa 35.700 km sopra l’Equatore. Poiché la loro velocità angolare coincide con quella di rotazione terrestre, questi satelliti appaiono “fermi” rispetto a un punto specifico del pianeta. L’orbita geostazionaria (GEO) è perciò fondamentale per telecomunicazioni, televisione, internet satellitare e osservazione strategica.

Di conseguenza, le informazioni raccolte nello spazio possono essere sfruttate per operazioni mirate di disturbo, interferenza o attacco informatico anche a terra, rendendo la sicurezza dei satelliti un elemento centrale della sicurezza nazionale ed europea.

Guerra ibrida

L’episodio conferma che le tensioni in corso tra Russia ed Europa si declinano ormai in tante sfaccettature, una delle quali è quella guerra ibrida che comprende anche il taglio dei cavi sottomarini, la disinformazione e altre forme di pressione non convenzionale: meno visibile ma non per questo meno pericolosa.

E conferma anche l’importanza strategica dello spazio, nuova terra di conquista e sempre più terreno di competizione geopolitica, dove in gioco c’è la sicurezza di tutti noi. “Le reti satellitari sono un tallone d’Achille delle società moderne. Chiunque le attacchi può paralizzare intere nazioni“, ha dichiarato il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius lo scorso settembre.

E l’Unione europea si trova indietro rispetto ai propri competitor Usa, Cina e Russia. Quest’ultima, sottolinea il quotidiano finanziario, dispone di uno dei programmi di spionaggio spaziale più avanzati e soprattutto non teme di farne uso.

Proprio pochi giorni fa, in occasione della European Space Conference 2026, il commissario alla Difesa e allo Spazio Andrius Kubilius ha chiesto una condivisione della sorveglianza spaziale e proposto la creazione di un Comando spaziale europeo. “Solo l’unità può fermare Putin”, ha avvisato.

Sicurezza

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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