Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che il Regno Unito cercherà un allineamento più stretto con il mercato unico europeo, procedendo “caso per caso” laddove ciò sia nell’interesse nazionale. Durante un’intervista alla Bbc, Starmer ha chiarito di preferire questa strada rispetto all’unione doganale per proteggere i recenti accordi commerciali con Stati Uniti e India.
Un ritorno del Regno Unito nell’Unione? “No”: il leader laburista ha ribadito che non intende revocare le promesse di restare fuori dall’Ue o ripristinare la libera circolazione. Si tratta del segnale più forte finora di un cambio di rotta nelle relazioni post-Brexit. Per Starmer, è giunto il momento di andare oltre e costruire il miglior rapporto con l’Europa degli ultimi dieci anni.
La strategia del pragmatismo
Il governo di Dowing Street sembra pronto a voltare pagina nei rapporti con Bruxelles, optando per una strategia pragmatica di avvicinamento normativo. Starmer ha sottolineato che, sebbene non ci sia l’intenzione di rientrare formalmente nell’Unione europea, è necessario considerare un allineamento con il mercato unico su base settoriale quando questo giova all’economia britannica. Questo processo è già iniziato con passi concreti: Londra e Bruxelles hanno concordato l’integrazione dei mercati elettrici, un accordo commerciale su cibo e bevande e il ritorno degli studenti britannici al programma Erasmus+ a partire dal 2027.
In particolare, l’allineamento sulle norme agricole e alimentari sarà implementato già nel corso di quest’anno per facilitare l’accesso alle zone di scambio europee.
Mercato unico contro unione doganale: una scelta di sovranità
La scelta di dare priorità al mercato unico rispetto all’unione doganale è una mossa calcolata per preservare la sovranità commerciale del Regno Unito. Starmer ha spiegato che mantenere l’autonomia doganale è fondamentale per non compromettere la libertà di siglare e mantenere trattati indipendenti con potenze come gli Stati Uniti e l’India.
Tuttavia, questa posizione non è priva di critiche interne. Se da un lato i sindacati premono per una relazione economica ancora più profonda e alcuni parlamentari laburisti hanno votato a favore di colloqui per un’unione doganale, i liberaldemocratici avvertono che un accesso pieno al mercato unico non sarebbe possibile senza accettare nuovamente la libera circolazione delle persone.
Le sfide politiche e il futuro della Brexit
Sul fronte interno, la nuova linea di Starmer ha scatenato la reazione durissima dei Conservatori, che accusano il governo di un “tradimento della Brexit”. Secondo l’opposizione, il premier starebbe usando l’Europa come scusa per non affrontare i problemi strutturali dell’economia nazionale, rinunciando alla libertà di deregolamentazione. Nonostante la pressione dei sondaggi, che vedono il partito laburista inseguire i populisti di Reform Uk, Starmer ha confermato la volontà di “mantenere la rotta” per evitare il caos politico che ha caratterizzato le precedenti amministrazioni.
Il primo ministro ha descritto questo riavvicinamento come una “decisione sovrana” volta a riparare i danni del passato e stabilizzare il futuro economico del Paese.
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