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Top 100 città d’Europa: Londra prima, Roma quarta, Milano perde terreno

Roma è la quarta città europea, Milano perde tre posizioni e Copenaghen entra per la prima volta nella top 10, estromettendo Praga. Sono questi i dati più rilevanti del rapporto Europe’s Best Cities 2026, curato dalla società di consulenza internazionale Resonance Consultancy, che ha analizzato oltre 180 centri urbani con più di 500.000 abitanti per stilare la top 100 delle città d’Europa.

Il podio del continente — con Londra al primo posto, seguita da Parigi e Berlino — si conferma stabile, ma nelle posizioni immediatamente ci sono movimenti trainati da importanti trasformazioni: cantieri miliardari, nuove linee metropolitane, politiche anti-overtourism e grandi operazioni di reshoring (rilocalizzazione di attività produttive e tecnologiche) stanno ridisegnando le gerarchie urbane europee.

Le prime dieci città europee: chi sale, chi scende e perché

1. Londra

Londra mantiene il primato assoluto della classifica: la “Capitale delle Capitali” si assicura la prima posizione in tre delle trentaquattro sottocategorie analizzate dal rapporto (più di qualsiasi altra città), è in cima agli indici indici generali di Prosperità (Prosperity) e Attrattività percepita (Lovability) e si classifica al secondo posto per Vivibilità (Livability). La capitale Uk è prima in Europa per vita notturna e capitale umano qualificato. Nel 2025 l’aeroporto di Heathrow ha registrato arrivi record, superando i livelli di passeggeri pre-pandemia e il recente ammodernamento da 274 milioni di euro dell’aeroporto di Gatwick conferma l’eccellente infrastruttura della capitale Uk.

Sul piano infrastrutturale, l’apertura della Elizabeth line — la nuova linea ferroviaria sotterranea che attraversa Londra da est a ovest — ha potenziato la mobilità urbana, mentre il cantiere Canary Wharf 3.0 e l’alta densifità residenziale continuano ad attrarre investimenti esteri su scala globale. Nel

L’analisi sottolinea come la sterlina debole e la crisi del mercato immobiliare di lusso londinese (dovuto alle politiche restrittive del governo Starmer) abbiano incentivato la domanda di acquirenti statunitensi che “non si lasciano scoraggiare” dalle nuove politiche fiscali. Secondo Beauchamp Estates, gli statunitensi, spinti anche dalle preoccupazioni per la politica interna degli Usa, rappresentano il gruppo demografico più numeroso tra gli acquirenti stranieri a Londra. Lo scorso anno, il 25% degli acquisti di case di lusso batteva bandiera a stelle e strisce (tra cittadini e fondi di investimento), rispetto al 18% del 2023.

2. Parigi

La capitale francese beneficia delle trasformazioni strutturali innescate dalle Olimpiadi del 2024, che hanno impresso un’accelerazione senza precedenti alle politiche di mobilità urbana. La città ha introdotto Zona 30 su quasi tutta la rete stradale, una novità tanto discussa che ora appare “irrinunciabile“, moltiplicato le pedonalizzazioni e si appresta a completare oltre 1.000 km di piste ciclabili entro fine 2025.

Il progetto cardine resta il Grand Paris Express, la più grande opera ferroviaria sotterranea d’Europa, che collegherà i principali poli della regione parigina con quattro nuove linee metropolitane. A proposito di metro, le linee 16 e 17 entreranno in servizio entro il 2027, creando una delle reti di trasporto pubblico più fitte d’Europa. La riprogettazione della metropolitana – treni più snelli e orari di servizio più estesi – si sposa con questa espansione, rendendo il sistema più accessibile e “decisamente più futuristico”, spiega il rapporto.

3. Berlino

Berlino consolida il terzo posto grazie a un ecosistema per le startup tra i più vivaci del continente. Mentre l’economia tedesca arranca, il Pil della capitale ha registrato un +0,8% nel 2024 ed è diventata l’indiscusso punto di riferimento per le aziende innovative di nuova apertura: oltre 4.800 startup – circa un quarto del totale nazionale – hanno sede a Berlino, tra cui 27 unicorni, con un ecosistema in crescita di oltre il 20% solo nel 2025.

Al fattore imprenditoriale, va aggiunto la rigenerazione urbana, trainata da due grandi operazioni.

Il primo è il Berlin Txl che trasforma l’ex aeroporto Tegel in un polo residenziale e tecnologico di 500 metri quadri a emissioni zero. Al centro del progetto si trova l’Urban Tech Republic, un parco di innovazione di 202 ettari dedicato a mobilità, energia, edilizia circolare e materiali intelligenti, che entro il 2029 ospiterà la Berliner Hochschule für Technik con circa 2.500 studenti e l’accademia antincendio e di soccorso della città nell’ex terminal e negli hangar. 

Il secondo progetto pilastro è il Siemensstadt Square, sull’area dell’ex distretto industriale Siemens, che diventerà un quartiere dell’innovazione con residenze, uffici e data centre, elementi sempre più indispensabili per la tecnologia e l’economia moderne. Entrambi i progetti attirano capitali internazionali e talenti qualificati.

La capitale tedesca sta registrando una crescita esponenziale del turismo: nel 2024, Berlino ha superato i 30,6 milioni di pernottamenti in hotel per la prima volta dopo la pandemia, accogliendo 12,7 milioni di ospiti. Nel 2025 circa il 10% di tutti i posti di lavoro berlinesi rientrava nel settore turistico.

Menzione particolare per la musica techno, che nel marzo 2024 è diventata patrimonio immateriale dell’Unesco, e rappresenta un elemento culturale distintivo di Berlino, capace di attrarre persone da tutto il mondo.

4. Roma

La Capitale italiana guadagna una posizione rispetto alla scorsa edizione dell’Europe’s Best Cities L’ascesa è analizzata in dettaglio nella sezione successiva.

5. Barcellona

La città catalana arretra di una posizione rispetto al 2025, ma consolida una strategia urbana di lungo periodo che la distingue nettamente dalle altre metropoli europee. L’amministrazione ha revocato o non rinnovato le licenze per oltre 10.000 appartamenti turistici, imponendo un cambio di modello deciso dal turismo di massa a quello di qualità. Sul piano economico, il distretto tech 22@ rimane uno dei principali hub dell’innovazione digitale in Europa, con forti investimenti nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile.

6. Madrid

La capitale spagnola punta sulla transizione verde come leva di competitività. Il Bosque Metropolitano è il più grande progetto di forestazione urbana d’Europa, con la piantumazione di 75 km di alberi lungo il perimetro della città.
Sul fronte infrastrutturale, il cantiere Madrid Nuevo Norte — uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana del continente — ridisegnerà l’area nord della capitale con uffici, residenze e un nuovo polo congressuale, mentre l’espansione dell’aeroporto di Barajas ne rafforza l’interconnessione internazionale, un parametro importante per la classifica finale.

7. Amsterdam

Anche Amsterdam sta abbandonando il modello del turismo di massa in favore di uno sviluppo urbano ad alto valore aggiunto. La città ha introdotto il blocco ai nuovi hotel nel centro storico e sta investendo in grandi progetti di rigenerazione residenziale: Haven-Stad trasformerà l’area portuale occidentale in un nuovo quartiere per 70.000 abitanti, mentre il Zuidasdok espanderà il principale distretto finanziario con nuovi collegamenti ferroviari e sotterranei.

8. Vienna

La capitale austriaca cresce puntando qualità della vita quotidiana.
Inoltre, il progetto U2xU5 estende la rete metropolitana con due nuove linee che attraverseranno il cuore della città, riducendo la dipendenza dall’auto. A questo si affianca il Nordbahnviertel, un nuovo quartiere sostenibile sorto sull’area dell’ex stazione ferroviaria nord, che ospita residenze a basso impatto ambientale e spazi pubblici verdi.

9. Copenaghen — new entry

La capitale della Danimarca entra per la prima volta nella top 10, estromettendo Praga (scivolata al 15° posto). Copenaghen è prima in Europa per l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e si distingue per i propri distretti dell’innovazione tecnologica. Anche in questo caso, il potenziamento della rete metropolitana e gli investimenti in infrastrutture digitali completano un profilo urbano che unisce sostenibilità ambientale e competitività economica in un modello molto diffuso tra le città premiate dal report.

10. Stoccolma

La capitale svedese conferma la decima posizione grazie all’eccellenza del capitale umano: ha una delle più alte percentuali di laureati e di partecipazione al mercato del lavoro in Europa.
Tra le novità del 2025, la società di consulenza evidenzia il progetto Stockholm Wood City, che è il più grande distretto in legno del mondo. Si tratta di un intervento residenziale e commerciale che utilizza il legno come principale materiale costruttivo, riducendo drasticamente le emissioni di CO₂ legate all’edilizia.

Roma quarta d’Europa: l’effetto Giubileo

La Città Eterna registra il balzo più rilevante ai vertici della classifica: quarta posizione nel 2026, quinta nel 2025, con il sorpasso su Barcellona. Il principale motore di questa ascesa è il Giubileo 2025, evento che — oltre ai circa 20 milioni di turisti ordinari — ha richiamato 35 milioni di pellegrini da tutto il mondo e generato un flusso di investimenti pubblici in opere infrastrutturali difficilmente replicabile in tempi ordinari.

Ancora una volta, gli investimenti nei trasporti sono stati determinanti per il risultato finale: i cantieri della linea C della metropolitana proseguono nell’avanzamento verso il centro storico, mentre le pedonalizzazioni strategiche attorno al Colosseo e ai Fori Imperiali puntano a ridurre il traffico veicolare nell’area archeologica più visitata al mondo.

A questo si aggiunge la valorizzazione del patrimonio: il restauro del Largo di Torre Argentina — l’area dove fu assassinato Giulio Cesare — è solo l’esempio più noto di un ciclo di recupero che porta Roma a essere prima in Europa per numero e qualità dei luoghi di interesse storico, un dato che pesa enormemente sull’indice di Lovability (attrattività percepita) del ranking.

Il calo di Milano

Milano scivola dalla 15ª alla 18ª posizione, perdendo tre posti in un solo anno. Il dato è significativo perché avviene mentre il capoluogo lombardo si conferma il principale motore economico italiano e un hub di primo livello per la finanza globale.
Il completamento della metropolitana M4, che collega l’aeroporto di Linate al centro e all’Ovest della città meneghina, rafforza l’offerta di trasporto pubblico urbano e il posizionamento logistico di Milano sul piano internazionale.

Ma allora perché il capoluogo lombardo ha perso tre posizioni rispetto all’Europe’s Best Cities 2025?

Il freno arriva da due fattori che si alimentano a vicenda. Da un lato, il costo delle case a Milano è tra i più alti d’Europa rispetto al reddito medio (questo pesa negativamente sull’indice di Vivibilità.
Dall’altro, la competizione di altre città medie europee — più accessibili e con politiche abitative più progressiste — sta erodendo progressivamente il vantaggio comparativo milanese nelle classifiche di qualità della vita.

Il rapporto conferma la trappola del successo meneghino, che, senza importanti correttivi di natura politica rischia di diventare un circolo vizioso: più la città attrae investimenti e talenti, più diventa inaccessibile per chi ci vive.

Le altre città italiane: variazioni rispetto alla scorsa edizione

In totale, l’Italia piazza sette città nella top 100, ma con un divario netto tra Nord, Centro e Sud che rispecchia le disuguaglianze strutturali del Paese: Firenze (33ª), Venezia (48ª), Torino (65ª) entra per la prima volta nella top 100; Bologna (81ª) e Napoli (94ª) che chiude la lista delle città italiane perdendo 15 posizioni rispetto all’edizione 2025, dove si piazzò 79° a causa dei deboli indicatori socio-economici.

Il metodo utilizzato dall’Europe’s Best Cities 2026: il Place Power Score

Il ranking si fonda sul Place Power Score (letteralmente “punteggio del potere del luogo”), un indice sviluppato da Resonance che incrocia dati oggettivi provenienti da Eurostat, Ocse e Numbeo con le percezioni raccolte da un sondaggio Ipsos su oltre 7.000 persone in tutta Europa. La valutazione si articola su tre macro-pilastri e trentaquattro sottocategorie:

  • Livability (Vivibilità): misura la qualità fisica e ambientale della vita quotidiana. Include il costo degli affitti, la disponibilità di spazi verdi, la qualità dell’aria (dati IQAir), le infrastrutture ciclabili (Bikemap) e i sistemi sanitari (Numbeo). È il pilastro che penalizza di più le città con alto costo della vita, come Milano;
  • Lovability (Attrattività percepita): quantifica quanto una città sia considerata piacevole e desiderabile. Aggrega i dati su vita notturna, shopping e musei (Tripadvisor) con segnali digitali come i check-in su Facebook, le recensioni online, gli hashtag su Instagram e i trend di ricerca su Google. È il pilastro che premia maggiormente Roma;
  • Prosperity (Prosperità): misura il capitale umano ed economico. Considera la connettività aerea, la presenza di grandi aziende (Crunchbase), il numero di startup (StartupBlink), il tasso di occupazione, il livello di istruzione (Ocse) e la presenza di centri congressi internazionali. È il pilastro su cui si basano i successi di Londra e Berlino.

La combinazione dei tre indici permette di leggere le città non solo come mercati finanziari, ma come ecosistemi abitativi e culturali complessi: un criterio di valutazione che premia le città capaci di bilanciare crescita economica e qualità della vita, e che spiega perché nel 2026 una metropoli come Roma — con le sue storiche fragilità infrastrutturali — possa scalare la classifica mentre una piazza finanziaria consolidata come Milano perda terreno.

Fatti

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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