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Venezuela, Maduro catturato dagli Usa: la reazione dell’Unione europea

L’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro ha scosso gli equilibri internazionali, spingendo l’Unione europea a una reazione immediata e coordinata. Mentre Donald Trump proclama la “libertà” del popolo venezuelano da Mar-a-Lago, i vertici di Bruxelles mantengono una linea di estrema cautela. La priorità assoluta per l’Europa è la sicurezza dei propri cittadini nel Paese e il rispetto rigoroso dei principi della Carta delle Nazioni Unite.

Con una dichiarazione quasi unanime, i Ventisette (con l’eccezione dell’Ungheria) chiedono moderazione per evitare un’ulteriore escalation di violenza. L’obiettivo condiviso dai leader europei è ora una transizione pacifica e democratica guidata dagli stessi venezuelani. Resta però il nodo della legittimità dell’intervento americano.

Cos’è successo in Venezuela?

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco militare contro il Venezuela, colpendo la Capitale del Paese, Caracas, e diverse basi strategiche. L’operazione, denominata Absolute Resolve, ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, la “primera combatiente” Cilia Flores. Trasferito in un carcere federale di New York, Maduro è accusato da Washington di narcotraffico, terrorismo e di aver trasformato il Paese in un “narco‑Stato”. La vicepresidente di Maduro, Delcy Rodriguez è stata nominata presidente ad interim dalla Corte Suprema venezuelana, mentre il governo americano ha dichiarato di voler mantenere il controllo del Paese fino a una “transizione ordinata” e di puntare all’accesso alle sue vaste riserve petrolifere.

L’operazione, che secondo fonti locali avrebbe causato decine di vittime tra civili e militari, ha innescato reazioni internazionali contrastanti, aprendo un nuovo fronte di tensione geopolitica.

Il “blitz” di Trump e la posizione di Washington

Dalla sua residenza di Mar-a-Lago, Donald Trump ha annunciato la fine della “dittatura” di Maduro, definendolo un terrorista e affermando che oggi l’emisfero occidentale è un posto più sicuro. Nonostante la cattura, Washington ha confermato che l’embargo sul petrolio venezuelano rimane in vigore e che tutte le opzioni militari restano sul tavolo finché le richieste statunitensi non saranno soddisfatte. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ricordato che Maduro era un latitante della giustizia americana con una taglia di 50 milioni di dollari e che non era riconosciuto come presidente legittimo né dagli Usa né dall’Unione europea.

La risposta delle istituzioni europee: “Calma e moderazione”

Le istituzioni dell’Unione europea hanno reagito chiedendo “calma e moderazione” per evitare che la situazione precipiti in un conflitto aperto. L’Alta rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, ha avuto un colloquio con Marco Rubio sottolineando che l’Ue sta monitorando da vicino la situazione e che, in ogni circostanza, devono essere rispettati i principi del diritto internazionale.

Sulla stessa linea il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che hanno ribadito il sostegno a una “transizione pacifica, democratica e inclusiva” che rispetti la volontà del popolo venezuelano. Un documento congiunto firmato da 26 Paesi membri (con l’unica eccezione dell’Ungheria) ha evidenziato come i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, inclusi gli Usa, abbiano la responsabilità di sostenere la legalità internazionale come pilastro della sicurezza globale. L’Ue ha inoltre ribadito la necessità di rilasciare incondizionatamente tutti i prigionieri politici.

Le reazioni dei leader nazionali

I leader delle principali nazioni europee hanno espresso pareri che oscillano tra l’entusiasmo per la caduta del regime e la preoccupazione per le modalità dell’intervento. La presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha parlato di una “nuova pagina di speranza” per il Venezuela dopo un colloquio con la leader dell’opposizione Maria Corina Machado, assicurando costante monitoraggio per la sicurezza dei connazionali in Venezuela.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con favore la fine della dittatura, auspicando che il presidente eletto nel 2024, Edmundo González Urrutia, possa guidare rapidamente la transizione. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha adottato una linea più analitica, definendo “complessa” la qualificazione giuridica dell’intervento statunitense e sottolineando che il diritto internazionale deve rimanere il punto di riferimento. Dalla Spagna, Pedro Sanchez ha espresso preoccupazione per gli eventi, ribadendo che la crisi deve essere risolta esclusivamente attraverso il dialogo e il rispetto della sovranità venezuelana, “senza interferenze esterne”.

Mentre l’Europa condivide con gli Stati Uniti la lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata, il blocco europeo insiste affinché tale lotta avvenga nel pieno rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità dei popoli.

Politics

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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