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Verso Strasburgo: l’Europarlamento al bivio tra Mercosur, Trump e diritti dei cittadini

Mentre l’Europarlamento si prepara alla decisiva plenaria di Strasburgo dal 19 al 22 gennaio, il clima politico si surriscalda tra sfide commerciali e venti di crisi internazionale. Allo spazio “Esperienza Europa – David Sassoli” a Roma, i rappresentanti dei principali gruppi politici hanno tracciato la rotta per un’Unione che si trova oggi a un bivio esistenziale.

Da un lato, il controverso accordo Mercosur spacca le coalizioni; dall’altro, le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia e l’intervento in Venezuela impongono una riflessione urgente sulla sovranità europea.

In questo scenario turbolento, il Parlamento cerca di riconnettersi ai cittadini attraverso battaglie concrete, come quella per i diritti dei viaggiatori a bordo dei voli e l’indipendenza nella produzione di farmaci salvavita. La posta in gioco non è solo economica, ma riguarda il ruolo stesso dell’Ue come attore globale coeso, capace di resistere ai protezionismi e alle logiche di forza che stanno ridisegnando l’ordine mondiale, mentre incombe l’ombra di una mozione di censura contro la Commissione di Ursula von der Leyen.

Mercosur: il duello sul libero scambio

L’accordo Ue-Mercosur è un trattato di libero scambio con il blocco sudamericano (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) i cui principi base risalgono al 2019, ma che oggi affronta la prova finale per la ratifica. Per Salvatore De Meo (Ppe-Fi) si tratta di una “grande opportunità” migliorata nel tempo grazie alle clausole di salvaguardia. Anche Matteo Ricci (S&d-Pd) sostiene l’intesa, affermando che “in un mondo che si chiude, che guarda a dazi e protezionismo, se un mondo Mercosur guarda all’Ue è una grande opportunità”, specialmente per l’export di vino e formaggi.

Di parere opposto Pasquale Tridico (The Left-M5s), che lo definisce un “accordo anacronistico” che favorisce l’industria automobilistica tedesca a danno delle filiere corte e dei prodotti sani. Anche Leoluca Orlando (Verdi/Ale-Avs) è critico, sostenendo che l’accordo “minaccia e danneggia i diritti” e l’ambiente.

L’ombra di Trump: il caso Groenlandia e il petrolio in Venezuela

La politica estera è scossa dalle recenti provocazioni di Donald Trump. Il leader americano avrebbe manifestato l’intenzione di acquisire la Groenlandia, territorio danese e dunque di competenza europea, minacciando di farlo “con le buone o con le cattive”. Matteo Ricci ha espresso una condanna ferma: “La Groenlandia non si tocca”, sottolineando come sia inaccettabile che un membro della Nato minacci un altro partner. Sul fronte venezuelano, l’azione di forza di Trump contro il presidente Maduro è letta da Ricci non come una missione democratica, ma come un interesse legato al petrolio, seguendo la “Dottrina Monroe” per cui agli Stati Uniti spetta l’America intera. Stefano Cavedagna (Ecr-Fdi) ha invece invitato alla prudenza diplomatica per “tenere assieme l’Occidente”, evitando che Europa e Usa viaggino su binari differenti, pur salvaguardando l’integrità territoriale di tutti.

Diritti dei passeggeri e autonomia sanitaria

Il Parlamento si prepara a sfidare le lobby aeree per l’aggiornamento dei diritti dei passeggeri. Matteo Ricci ha annunciato che la battaglia riguarderà il “trolley gratuito, rimborsi automatici dopo tre ore di ritardo” e assistenza gratuita per le persone con disabilità. Un altro tema prioritario è l’autonomia strategica sui medicinali critici. Salvatore De Meo ha spiegato che il PPE insiste per garantire un’“accessibilità dei medicinali a prezzi più convenienti, rispetto alle grandi case farmaceutiche”. Tridico ha aggiunto che è necessario ridurre la dipendenza dai principi attivi esteri attraverso una maggiore cooperazione e solidarietà tra gli Stati membri.

La tenuta politica di Ursula von der Leyen

Infine, resta aperta la questione della mozione di censura presentata contro la presidente della Commissione. Salvatore De Meo ha bollato l’iniziativa come un tentativo di “far cadere l’esecutivo europeo” senza reali benefici per l’accordo Mercosur. Nonostante le critiche alla leadership di von der Leyen, né i socialisti né i verdi sosterranno la sfiducia. Leoluca Orlando ha chiarito che il suo gruppo non parteciperà a quello che definisce un “gioco delle parti” interno alle destre, mentre Matteo Ricci ha ribadito l’esigenza di mantenere una “maggioranza europeista” per garantire stabilità all’Unione in un momento di estrema fragilità internazionale.

Politics

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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