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Salute: malattie oculari. Benedetta Piergentili (Santen Italy) Dalla miopia alle patologie croniche, tra qualità della vita e impegno nella ricerca

(Adnkronos) – Le malattie oculari rappresentano oggi una delle principali sfide di salute pubblica a livello globale, con un impatto crescente sia in termini epidemiologici sia sulla qualità della vita delle persone. In questo scenario, la miopia emerge come uno dei fenomeni più rilevanti e in rapida espansione, in particolare tra le giovani generazioni. L’aumento della prevalenza, legato anche a cambiamenti negli stili di vita e all’esposizione prolungata ai dispositivi digitali, sta trasformando quella che un tempo era considerata una semplice condizione refrattiva in una vera e propria area di attenzione clinica. Nelle sue forme più evolute, infatti, la miopia può predisporre a complicanze oculari anche gravi, rendendo necessario un approccio sempre più strutturato e orientato alla prevenzione e alla gestione nel lungo periodo. 

In questo contesto, la ricerca e sviluppo gioca un ruolo cruciale. “Un’azienda come Santen, con una specializzazione esclusiva nell’oftalmologia, ha costruito nel tempo un modello di innovazione fortemente guidato dai bisogni dei pazienti, con l’obiettivo di anticipare l’evoluzione delle patologie e sviluppare soluzioni sempre più mirate – dichiara Benedetta Piergentili, Associate Director Medical Affairs di Santen Italy – L’impegno nella R&D non si limita allo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche, ma si estende alla comprensione dei meccanismi alla base delle malattie oculari e alla costruzione di un ecosistema di collaborazione con comunità scientifiche e centri di eccellenza a livello globale”. 

“Accanto alla miopia, un’altra area di grande rilevanza è rappresentata dalle patologie croniche come il glaucoma, una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo – continua Benedetta Piergentili – Si tratta di una malattia spesso asintomatica nelle fasi iniziali, che rende la diagnosi precoce e il monitoraggio continuo elementi fondamentali per preservare la funzione visiva. La sua incidenza è destinata ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione, ponendo una sfida significativa per i sistemi sanitari e per la comunità medica”. 

Parallelamente, le malattie della superficie oculare, tra cui la secchezza oculare, rappresentano una delle condizioni più diffuse e sottovalutate. “Pur non essendo sempre associate a esiti irreversibili, queste patologie hanno un impatto significativo sulla quotidianità dei pazienti, influenzando attività semplici come leggere, lavorare al computer o guidare – sottolinea Piergentili – La loro natura cronica e multifattoriale richiede un approccio terapeutico personalizzato e una maggiore consapevolezza sia da parte dei pazienti sia dei professionisti sanitari”. 

A queste si aggiungono infezioni e allergie oculari, che, pur essendo spesso gestibili, possono compromettere temporaneamente o in modo ricorrente la qualità della vita, e che richiedono un’attenta gestione clinica per prevenire complicanze e recidive. Nel loro insieme, queste condizioni delineano un quadro articolato e complesso, in cui la salute oculare si configura come un elemento chiave del benessere complessivo della persona. 

Ciò che accomuna queste patologie è il loro impatto trasversale: la perdita o la compromissione della vista incide sull’autonomia, sulla produttività, sulle relazioni sociali e sulla sfera psicologica. La qualità della vita dei pazienti è quindi un parametro centrale, che orienta sempre più le strategie cliniche e di ricerca. In questo senso, l’approccio moderno dell’oftalmologia si sta evolvendo verso una visione integrata, che considera non solo la patologia, ma l’intero percorso del paziente. 

“Per la funzione di Medical Affairs, – aggiunge Benedetta Piergentili – questo significa operare in un ambito in cui la dimensione scientifica si intreccia con quella sociale. Significa promuovere la cultura della prevenzione, favorire la diagnosi precoce e sostenere modelli di cura che siano efficaci, accessibili e sostenibili nel tempo. L’impegno nella ricerca e sviluppo diventa quindi uno strumento strategico per rispondere a bisogni in continua evoluzione, contribuendo a migliorare concretamente la vita delle persone”. 

In prospettiva, la crescente diffusione delle patologie oculari, unita all’invecchiamento della popolazione e ai cambiamenti negli stili di vita, renderà sempre più centrale il ruolo dell’innovazione in oftalmologia. “È in questo scenario che si inserisce l’impegno di Santen: sviluppare conoscenza, rafforzare la collaborazione scientifica e contribuire a costruire un futuro in cui la salute degli occhi sia sempre più tutelata e accessibile, riconoscendo nella vista uno dei pilastri fondamentali del benessere umano” conclude. 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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