(Adnkronos) – Una nuova squadra alla guida di Europa Donna Italia, il movimento che dal 1994 tutela i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno. Confermata la presidenza di Rosanna D’Antona, che sarà affiancata dalla neo vicepresidente Alessandra Carra, da 11 consiglieri e 3 probiviri. I nuovi membri – informa una nota – sono tutti rappresentanti dell’associazionismo, della comunità medico-scientifica, della cultura, della comunicazione e dell’imprenditoria. Il Consiglio di amministrazione sarà affiancato da 4 comitati. Il primo è il comitato per le politiche regionali, composto dalle associazioni-delegate regionali di Europa Donna Italia, il secondo è il comitato tecnico scientifico, il terzo e il quarto, in via di composizione, saranno il comitato per le politiche istituzionali e il comitato per la comunicazione. Le nomine sono l’esito delle votazioni svolte nel corso dell’assemblea elettiva del movimento, che si è tenuta nei giorni scorsi a Milano.
“Sono molto orgogliosa di questa squadra – dichiara la presidente D’Antona – Sarà una governance preziosa per raggiungere nuovi traguardi per la qualità della cura e della vita delle pazienti. Il volontariato negli ultimi anni ha cambiato volto, oggi viene chiamato ad essere sempre più competente e professionale. Abbiamo imparato a fare bene il nostro lavoro di volontarie nei luoghi di cura, a fianco delle pazienti, ma sempre di più le associazioni si configurano anche come soggetto politico ed economico, oltre che sociale. Siamo diventate un interlocutore autorevole del sistema sanitario, la nostra presenza ai tavoli istituzionali è sempre più strutturata”.
Lo confermano anche i dati della ricerca Iqvia Survey Patient Voice 2026, presentata in anteprima da Isabella Cecchini e Paola Vezzola, del dipartimento di ricerche e centro studi Iqvia. I risultati evidenziano un’evoluzione delle associazioni di pazienti, confermando il loro ruolo istituzionale sempre più strategico nel sistema salute, per garantire politiche sanitarie più eque e aderenti ai bisogni reali delle persone. Di fatto, la collaborazione con le istituzioni è parte delle attività di quasi la metà (46%) delle associazioni, che riferisce di partecipare a commissioni parlamentari o tavoli ministeriali a livello nazionale. Ancora più forte è l’attività di advocacy a livello regionale: circa il 70% delle associazioni di pazienti partecipa a tavoli tecnici, reti civiche e tavoli consultivi di confronto con le istituzioni locali. Nell’ambito dell’attività di advocacy, le priorità future includono equità di accesso alle cure (66%), miglioramento dei percorsi pazienti/Pdta (65%) e avanzamenti nella diagnosi precoce (56%). Parallelamente all’advocacy, restano priorità centrali delle associazioni pazienti l’attività di divulgazione e informazione (indicata come attività prioritaria dal 71% delle associazioni nel 2026, in aumento rispetto al 55% nel 2025), e attività di supporto per pazienti e caregiver (area indicata prioritaria per il 59% delle associazioni). E’ una fotografia in cui Europa Donna si riconosce pienamente, come portatore di interesse delle pazienti con tumore al seno.
“Gli obiettivi futuri – sottolinea D’Antona – riguardano il rafforzamento delle attività di advocacy per garantire un equo accesso alle cure innovative, per Breast Unit organizzate uniformemente in tutte le regioni d’Italia, sia nella prevenzione sia nella cura, e per la sicurezza del lavoro anche dopo una diagnosi di tumore. Sono traguardi ambiziosi, ma necessari, per i quali è fondamentale che le associazioni siano unite e facciano rete”.
Ad accendere riflessioni e dialoghi sul ruolo storico e contemporaneo delle donne nella cura l’intervento di Daniela Minerva, autrice del libro ‘Medicina femminile plurale’ (Bollati Boringhieri, 2026). “Attraverso i secoli le donne sono state portatrici di cura e innovazione. Fin dalla preistoria – osserva l’autrice – le donne curano, accudiscono, si ingegnano per trovare rimedi: accadeva nelle grotte, poi nei villaggi, nelle case, al di fuori delle accademie e delle università. Si è costruito così, nel tempo, un sapere corale, che oggi ritroviamo nelle associazioni. Qui le donne informano, supportano, danno voce ai bisogni di pazienti e caregiver e la portano ai decisori: la loro voce ora contribuisce a orientare le politiche sanitarie, ricordandoci che la sanità è profondamente influenzata dalla prospettiva femminile”.
Le nuove consigliere di Europa Donna Italia sono: Gabriella Berardi (direttrice del Polo Biblio-Museale di Foggia); Rosa Blasi (direttrice generale della European School of Oncology); Paola Boldrini (già vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato); Concita De Gregorio (giornalista e scrittrice); Rossana De Palma (medico già responsabile dell’Area Qualità delle cure, reti cliniche e percorsi presso la direzione generale Sanità della Regione Emilia Romagna); Alexia Giugni (Head of Client Coverage Emea presso Dws International GmbH); Giovanna Maggioni (presidente di Audioutdoor); Alessandra Minghetti (dirigente di Intesa Sanpaolo); Loredana Pau (vicepresidente uscente di Europa Donna Italia e coordinatrice della rete associativa); Antonella Moreo (medico specialista in cardiologia) e Corrado Tinterri (chirurgo senologo e docente universitario).
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