(Adnkronos) – “Il mio nemico numero uno non era l’Inter o la Juventus, era la camorra a Napoli, ho avuto anche le bombe”. Lo dice lo storico presidente del Napoli Corrado Ferlaino, sotto la cui guida gli azzurri vinsero i primi due scudetti anche grazie all’arrivo di Diego Armando Maradona: “Diego si è ‘appicciato’ con tutti i presidenti con cui è stato. Con me -dice al Mattino, che lo ha intervistato in occasione dei suoi 95 anni oggi, in un video disponibile sul sito della testata napoletana- non si è mai appiccicato, siamo andati sempre molto d’accordo”. Le prime partite con il padre, “quando di anni ne avevo quattro” ma da adulto “quando entrai nel mondo del calcio capii che avrei dovuto frequentare il Palazzo”.
“C’è una partita in particolare che, che a me piaceva vincere: la partita contro la Juventus, perché io i piemontesi non ho mai voluto digerire. Fare il presidente del Napoli è molto difficile, non è una cosa facilissima, soprattutto perché ci sono i tifosi.Sono tutti tifosi del Napoli fra i napoletani ed è veramente difficile accontentarli”. Per vincere le partite, racconta ancora “andavo al cimitero degli ebrei, dove c’è un ebreo particolare che io, che ho studiato un po’ la storia del Napoli, apprezzo moltissimo, Giorgio Ascarelli: ha la tomba nel cimiterodegli ebrei e io molte volte ci sono andato dicendo ‘Ascarelli, fammi un piacere, mi fai vincere sta partita, se puoi eh'”. E in occasione dei 100 anni del club, il primo agosto prossimo, Ferlaino tornerà sulla tomba di Ascarelli.
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