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L’eredità di Returnal si evolve in Saros: anteprima della nuova esclusiva PS5

(Adnkronos) – L’eredità di Returnal rappresenta ancora oggi uno degli scogli più ardui della libreria PlayStation, con statistiche di completamento che testimoniano la natura intransigente delle produzioni firmate Housemarque. Con Saros, in uscita il 30 aprile su PS5 e che abbiamo potuto giocare per tre ore in anteprima, lo studio sembra intenzionato a evolvere quella formula, allontanandosi parzialmente dalla casualità pura del genere per abbracciare una struttura più stratificata e narrativa. Il protagonista Arjun, interpretato da Rahul Kohli, si risveglia su Carcosa, un mondo dove l’antico si fonde con una tecnologia aliena e ostile. A differenza della vulnerabilità quasi rassegnata di Selene nel capitolo precedente, Arjun manifesta una determinazione lucida che guida il giocatore attraverso un processo di apprendimento volto a trasformare un caos inizialmente indecifrabile in una padronanza istintiva dei sistemi di gioco. 

Il fulcro dell’esperienza risiede nel ribaltamento del rapporto con la pioggia di proiettili nemici, superando la definizione di “bullet hell” in favore di un “bullet ballet”. Il movimento non è più esclusivamente evasivo, ma diventa proattivo grazie all’introduzione di uno scudo capace di assorbire l’energia dei colpi ricevuti per convertirla in Potere. Questa risorsa è fondamentale per attivare le Power Weapon, trasformando la minaccia dei laser e delle sfere cinetiche in una risorsa strategica necessaria per l’offesa. La gestione del rischio diventa così un elemento centrale del loop di gioco, dove l’interazione diretta con il fuoco nemico permette di affrontare minacce imponenti con una sicurezza tecnica inedita. Questo approccio egemonico al combattimento accorcia i tempi di apprendimento, per un’azione più immediata e godibile rispetto a Returnal. 

Sul piano della progressione, Saros introduce cambiamenti sostanziali sostituendo il vecchio sistema di competenza delle armi con un albero delle abilità ramificato e permanente. Attraverso la raccolta della Lucenite, i giocatori possono potenziare attributi fissi come la resilienza, garantendo un senso di avanzamento costante che mitiga la frustrazione derivante dai fallimenti più traumatici. Tuttavia, il rigore tecnico rimane garantito da specifici blocchi di progressione legati alla sconfitta obbligatoria dei boss, impedendo di superare le sfide attraverso il semplice accumulo di risorse. La struttura dei livelli appare ora più lineare e meno labirintica, arricchita da eventi ciclici come l’Eclissi, durante i quali i nemici emettono proiettili gialli corrotti in grado di drenare la salute massima, contrastabili efficacemente solo attraverso l’uso degli attacchi caricati. 

L’evoluzione dello studio si riflette anche in una serie di accorgimenti strutturali volti a migliorare la qualità della vita del giocatore senza snaturare la sfida. L’introduzione di scorciatoie permanenti e la possibilità di sospendere le sessioni di gioco rispondono alle criticità sollevate dalla community in passato, mentre il supporto completo alle funzionalità del DualSense e un frame rate ancorato ai 60fps confermano la natura di una produzione di altissimo profilo. La presenza di un cast corale e di una narrazione più densa contribuisce a dare un contesto umano alla ricerca di Arjun, trasformando ogni tentativo fallito non in un vicolo cieco, ma in uno stimolo per tornare all’azione. In definitiva, Saros non è un titolo più semplice, ma un’esperienza più ricca e rifinita, dove la sofferenza del giocatore viene incanalata verso una gratificante e spettacolare danza fatale. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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