(Adnkronos) – “L’avvento di tecnologie digitali avanzate e dell’intelligenza artificiale sta modificando non solo le modalità di svolgimento dell’audit, ma anche le competenze richieste e l’organizzazione del lavoro dei revisori”. E’ uno dei messaggi più rilevanti che emerge dalla nuova monografia “Gli impatti dell’evoluzione tecnologica sull’attività di revisione” presentata da Assirevi, l’Associazione italiana delle società di revisione legale, nel corso di un evento tenutosi a Milano.
Il documento evidenzia come le società di revisione stiano rimodulando la composizione dei propri team, introducendo nuove professionalità con competenze digitali, di programmazione e di data analytics. È in atto una trasformazione dell’attività del revisore, che è chiamato a comprendere il funzionamento dei sistemi tecnologici usati dalle aziende, valutare l’affidabilità e la gestione dei dati, interagire con le strutture It e interpretare output sempre più complessi, compresi quelli prodotti da applicazioni di intelligenza artificiale. Un’esigenza che ha portato alla nascita all’interno delle società di revisione di centri di eccellenza tecnologica a supporto dei team di audit, composti da professionisti specializzati nell’estrazione e nell’analisi dei dati.
Il paper sottolinea come questa evoluzione richieda ingenti investimenti non solo in strumenti digitali, ma soprattutto nel capitale umano. Su quest’ultimo aspetto, le società di revisione stanno agendo su due direttrici parallele: da un lato l’assunzione di nuovi profili con competenze Stem, dall’altro un forte potenziamento dei programmi di formazione continua, con focus su data analytics, automazione e intelligenza artificiale.
Gli investimenti sono guidati dalla consapevolezza che le nuove tecnologie rappresentano una leva strategica anche con riferimento alla qualità della revisione. Dal documento di Assirevi emerge infatti che il loro utilizzo consente di studiare una più estesa quantità di dati (compresi quelli non strutturati come contratti, e-mail e altri documenti), di identificare anomalie e rischi con maggiore tempestività e di selezionare in modo più efficace le transazioni da sottoporre ad analisi approfondita, rafforzando così le basi del giudizio professionale che il revisore è chiamato a esprimere. Fra le tecnologie emergenti si sta facendo strada gradualmente anche l’intelligenza artificiale. Le applicazioni al momento più diffuse sono i sistemi di natural language processing (Nlp), in grado di analizzare documenti testuali come contratti, verbali e comunicazioni aziendali, e gli algoritmi di machine learning, capaci di identificare pattern anomali o segnali di rischio all’interno di dataset complessi. Questi strumenti possono supportare il revisore nell’individuazione di aree critiche, nella valutazione della coerenza delle informazioni finanziarie e nella formulazione di giudizi più informati.
Gli impatti dell’intelligenza artificiale nell’ambito della revisione non si esauriscono nel suo utilizzo a supporto delle attività di audit, ma si estendono anche alla necessità per il revisore di valutare le modalità con le quali le imprese adottano e governano tali applicazioni nei propri processi. Il paper prevede che un numero sempre più elevato di organizzazioni potrebbe utilizzare in futuro strumenti di GenAI nei processi di amministrazione, finanza e controllo e nella predisposizione dell’informativa finanziaria. Sarà dunque sempre più importante per il revisore conoscere il funzionamento e gli impatti di questi strumenti per svolgere adeguate attività di revisione. Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la qualità dei dati utilizzati per l’addestramento dei modelli di IA. La provenienza, la completezza e l’accuratezza di questi dati possono influenzare significativamente l’affidabilità degli output generati, introducendo rischi di bias, errori sistematici e potenziali violazioni normative. Il revisore sarà pertanto chiamato a valutare con la giusta attenzione anche la governance dei dati e dei modelli di Ia adottati dalle organizzazioni sottoposte a revisione.
“In questa evoluzione della nostra attività le nuove tecnologie rafforzano la centralità del ruolo e del giudizio professionale del revisore”, sottolinea il presidente di Assirevi, Gianmario Crescentino. “Per sfruttare il loro potenziale è necessario approfondire un percorso di confronto costruttivo con gli standard setters, le authorities e tutti gli stakeholders coinvolti per garantire un framework normativo, regolamentare e tecnico-professionale coerente con i cambiamenti tecnologici e consentire alle società di revisione di operare in un contesto che valorizzi l’innovazione senza compromettere l’integrità dei processi di audit e la loro conformità agli standard professionali di riferimento”.
“L’attività di audit sta vivendo una trasformazione profonda. L’evoluzione tecnologica, in particolare l’uso avanzato dei dati, permette analisi più approfondite, tempestive e mirate, elevando la qualità del giudizio professionale. È un cambiamento che richiede investimenti, nuove competenze e un approccio rinnovato, ma rappresenta un’opportunità per rafforzare il ruolo dell’audit nella trasparenza del mercato. L’intelligenza artificiale, soprattutto nelle sue forme generative, apre scenari inediti: consente di analizzare documenti, individuare pattern e aree di rischio con capacità prima impensabili, mantenendo però centrale la qualità dei dati, la governance e la responsabilità professionale. L’Ia non sostituisce il revisore: ne amplifica le capacità. La sfida sarà integrarla preservando rigore e indipendenza”, sottolinea Massimiliano Vercellotti, che ha coordinato la stesura della monografia insieme a Giuseppe Savoca.
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