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Trump, l’ultimo attacco al Kennedy Center: chiuso 2 anni per “ricostruzione”

(Adnkronos) – Donald Trump ha annunciato che il John F. Kennedy Center for the Performing Arts chiuderà per due anni a partire dalla prossima estate, una decisione che ha l’obiettivo di trasformare “uno stanco, fallito e fatiscente centro” nel “più bel centro per le arti performative”. L’annuncio arriva mentre si continua ad allungare la lista di artisti, musicisti e compositori che hanno annullato concerti, esibizioni e cancellato decennali collaborazioni – come nel caso della Washington National Opera – con il Center su cui da ormai un anno Trump ha imposto il suo controllo, arrivando addirittura a farselo intitolare dal board di suoi fedelissimi che ha messo alla guida di quello che chiamano il Trump Kennedy Center.  

L’annuncio della chiusura per “la ristrutturazione, rivitalizzazione e completa ricostruzione” rappresenta quindi una nuova mossa di Trump di portare all’estremo il suo obiettivo di trasformare a sua immagine e somiglianze lo storico centro per il teatro, la danza e la musica, inaugurato nel 1971 come tributo e memoriale vivente al presidente democratico assassinato nel 1963 a Dallas. Ma finora le discussioni di rinnovamento e ristrutturazione non erano mai arrivate a nulla di così estremo come la chiusura per due anni di tutti i teatri del centro.  

“Se non chiudessimo, la qualità dei lavori non sarebbe buona e il tempo per completarli, con le interruzioni per le esibizioni, sarebbe ancora più lungo”, ha sentenziato Trump, affermando che è già stato “completato il finanziamento ed è già pienamente operativo”. Anche Richard Grenell, l’ex ambasciatore e fedelissimo che Trump ha messo a capo del board del Kennedy Center, dopo l’annuncio di Trump ha confermato allo staff con una mail ai dipendenti la prossima chiusura per lavori.  

“Avremo maggiori informazioni riguardo ai dipendenti e ai cambiamenti operativi nei prossimi giorni”, si legge nella mail – ottenuta dal Washington Post – inviata ai dipendenti, alcuni dei quali affermano di non essere mai stati informati in precedenza dei piani per chiudere il centro. Riguardo ai finanziamenti, su X Grenell parla di 257 milioni stanziati dal One Big Beautiful Bill per “affrontare finalmente decenni di riparazioni e manutenzioni rimandate”.  

“Ancora una volta, Donald Trump ha agito in completo disprezzo del Congresso”, ha dichiarato Joyce Beatty, deputata dem che ha già fatto causa a dicembre all’amministrazione Trump per aver cambiato il nome del Centro senza passare dal Congresso. “Il Kennedy Center è finanziato dal Congresso che dovrebbe essere consultato sulla decisione di sospendere le sue operazioni o avviare grandi ristrutturazioni, specialmente per due anni”.  

Proteste e condanne anche dalla famiglia Kennedy, che già aveva protestato quando Trump aveva fatto mettere sulla facciata il suo nome accanto a quello del presidente assassinato: “Jfk è tenuto vivo da noi che ora ci solleviamo per rimuovere Donald Trump e portarlo di fronte alla giustizia e ristabilire le libertà per le quali generazioni hanno combattuto”, ha scritto su X Jack Schlosseberg, nipote di John Kennedy. Per Joe Kennedy III, ex deputato dem e nipote di Bob Kennedy, è “dolorosa” la decisione di chiudere un centro costruito dal popolo e per il popolo: “Non distraetevi da quello che questa amministrazione sta veramente cercando di cancellare: la nostra connessione, la nostra comunità e il nostro impegno per i diritti di tutti”.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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