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Scatta razionamento carburante in aeroporti. Allarme austerity Ue

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Le prime restrizioni di carburante per i voli sono scattate negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia.

All’indomani dell’allarme austerity Ue scattato con Dan Jorgensen, commissario Ue Energia

Jorgensen nei giorni scorsi aveva invitato i Paesi Ue a “prepararsi tempestivamente a un’interruzione potenzialmente prolungata delle forniture energetiche dovuta alla crisi in Medio Oriente“.

E, in una dichiarazione datata 1 aprile 2026, qui il testo integrale, Jorgensen ha evidenziato come dall’inizio del conflitto in Medio Oriente i prezzi del petrolio e del gas sono aumentati in Europa di circa, rispettivamente, il 60% per il gas e il 70% per il petrolio, per una spesa di ulteriori 14 miliardi di euro.

Jorgensen parla di un’Europa “vulnerabile agli shock energetici esterni” e di una “situazione molto grave”: E’ di fondamentale importanza agire in unità e stretto coordinamento”

Intanto ecco il primo razionamento annunciato nei primi quattro scali italiani sabato 4 aprile fino a 9 aprile.

Mentre Ryanair fa sapere: “Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio. Se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei“.

Il che significa che in Toscana il primo a risentirne sarebbe l’aeroporto Galilei di Pisa, dove Ryanair è compagnia di primo piano. Pisa che ha festeggiato il record di passeggeri a marzo con per la prima volta oltre 400 mila passeggeri, con una crescita del +9,3% sul 2025. E record per Toscana Aeroporti anche col Vespucci di Firenze con oltre 295 mila passeggeri transitati a marzo e una crescita del +9,4% sul medesimo mese del 2025.

Ma pesa il caro carburante e pesano le prime restrizioni nei primi quattro aeroporti italiani, con quello che ne consegue in termini di ripercussioni sui prezzi dei biglietti.

“Con i prezzi del carburante raddoppiati nel mese di marzo, prevediamo che tutte le compagnie aeree trasferiranno questi costi più elevati sotto forma di tariffe aeree più alte dopo Pasqua e nel corso dell’estate”, è chiara Ryanair

Air Bp Italia, uno dei principali operatori, ha emesso un ‘Notam’, ovvero un bollettino aeronautico rivolto alle compagnie aeree, per informarle che fino al 9 aprile, negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia ci saranno limitazioni per il carburante.

La priorità nel rifornimento, ha spiegato la società che fa parte del colosso britannico Bp, sarà data ai voli ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a 3 ore. Per tutti gli altri ci sarà una distribuzione contingentata. Con un limite, per aeromobile, di 2mila litri a Bologna e Venezia e 2.500 a Treviso. Dai dettagli del Notam, qui sono visibili i bollettini aeronautici emerge che la situazione più delicata riguarderebbe l’aeroporto di Venezia, unico scalo per il quale si raccomanda ai piloti di fare carburante prima di arrivare. Per quanto riguarda l’aeroporto di Milano Linate ci sono restrizioni, ma nessun tetto quantitativo è stato esplicitato.

La compagnia aerea tedesca Lufthansa sta valutando la possibilità di mettere a terra alcuni aerei.

In una lettera indirizzata a tutti i ministri dell’energia dell’UE, il commissario Jorgensen “ha esortato i paesi dell’UE a garantire un buon coordinamento, nonché a valutare la promozione di misure volontarie di risparmio di carburante, con particolare attenzione al settore dei trasporti, come raccomandato dall’AIE nel suo  piano in 10 punti per ridurre il consumo di petrolio”.

Quindi: “I Paesi dell’UE dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’UE. Dovrebbero inoltre consultarsi con i paesi limitrofi dell’UE e con la Commissione per preservare la coerenza a livello europeo e il funzionamento del mercato interno.

Per salvaguardare la disponibilità di prodotti petroliferi sul mercato dell’UE, qualsiasi intervento di manutenzione non urgente nelle raffinerie dovrebbe essere rinviato. Allo stesso tempo, un maggiore utilizzo dei biocarburanti potrebbe contribuire a sostituire i prodotti petroliferi di origine fossile e ad alleviare la pressione sul mercato”.

© Riproduzione riservata

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